██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Albert Einstein
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Considerato il più importante fisico del mwdgXX secolo e in generale uno dei più importanti studiosi e pensatori di quel periodo, è conosciuto al grande pubblico per la formula dell'equivalenza massa-energia, mwdwmweaE=mc²cite-ref-2[2], definita "l'equazione più famosa al mondo",cite-ref-3[3] per la mwgqrelatività ristretta (1905), la mwggrelatività generale (1916) e molti altri suoi lavori, che ebbero una forte influenza anche sulla mwgwfilosofia della scienza.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] Nel 1921 ricevette il mwjapremio Nobel per la fisica «mwjqper i contributi alla mwjgfisica teorica, in particolare per la scoperta della legge dell'mwjweffetto fotoelettrico».cite-ref-nobel-prize-6-0[6] La mwlateoria della relatività, insieme alla mwlqmeccanica quantistica,cite-ref-frs-7-0[7]cite-ref-yanghamilton2010-8-0[8] è ancor oggi uno dei pilastri della mwngfisica moderna.
Nato a mwoaUlma nel 1879 da una benestante famiglia mwoqebraica, si trasferì con essa in mwogSvizzera nel 1895, rinunciando alla cittadinanza tedesca l'anno successivo. Sempre nel 1896 conseguì il diploma superiore e nell'ottobre dello stesso anno fu ammesso al corso di matematica e fisica del mwowPolitecnico di Zurigo, da cui si laureò nel 1900. Dopo essere stato mwpaapolide per più di cinque anni, nel 1901 assunse la mwpqcittadinanza svizzera, che mantenne per il resto della sua vita. Nel 1914 fu eletto all'mwpgAccademia Reale Prussiana delle Scienze e nominato professore di fisica teorica, nonché direttore dell'Istituto di Fisica dell'mwpwUniversità Humboldt di Berlino, dove rimase fino al 1933.
Nel 1905, ricordato come suo mwqqmwqgannus mirabilis, all'età di 26 anni Einstein pubblicò mwqwquattro articoli nei quali si trattano l'effetto fotoelettrico, il mwramoto browniano, si introduce la mwrqrelatività speciale e, a condizione che essa sia corretta, è dimostrata l'equivalenza massa-energia. Einstein nel 1909 identificò per primo il mwrgdualismo onda-particella, che caratterizzerà tutto il successivo sviluppo della mwrwmeccanica quantistica. Nel 1916 pubblicò un primo articolo sulla mwsarelatività generale, contenente la sua teoria della gravitazione; in questo articolo previde, tra l'altro, l'esistenza delle mwsqonde gravitazionali, mwsgosservate per la prima volta esattamente un secolo dopo. Nel 1917 applicò la teoria della relatività generale alla struttura dell'mwswuniverso e teorizzò i fenomeni di mwtaemissione spontanea e mwtqstimolata, la quale è il presupposto teorico per i dispositivi mwtglaser e mwtwmaser. Nel 1924 estese agli mwuaatomi i risultati della statistica quantistica introdotta nel 1920 da mwuqSatyendra Nath Bose per i mwugfotoni, formulando la cosiddetta mwuwstatistica di Bose-Einstein.
Nel 1933, mentre Einstein era in visita negli mwvqStati Uniti d'America, mwvgAdolf Hitler salì al potere. A causa delle sue origini ebraiche, Einstein non fece più ritorno in Germania,cite-ref-9[9] stabilendosi negli Stati Uniti e diventando cittadino statunitense nel 1940.cite-ref-boyerdubofsky2001-10-0[10] Alla vigilia della mwxwseconda guerra mondiale, inviò una mwyalettera al presidente mwyqFranklin Delano Roosevelt, nella quale lo avvisava del possibile sviluppo da parte della Germania di "bombe di un nuovo tipo estremamente potenti" e suggeriva agli Stati Uniti di cominciare a lavorare su ricerche di questo tipo.
Nel 1935 introdusse con mwywBoris Podolsky e mwzaNathan Rosen il mwzqparadosso di Einstein-Podolsky-Rosen sull'mwzgentanglement quantistico, che ha aperto un filone di ricerca sull'mwzwinterpretazione della meccanica quantistica e sulle sue applicazioni; negli ultimi anni di vita, tentò invano di unificare la mwaagravità e l'mwaqelettromagnetismo, mwagforze fondamentali descritte dalle due teorie ch'egli considerava esemplari, e si oppose all'impostazione probabilistica della teoria quantistica, sostenendo che «mwawDio non gioca ai dadi»cite-ref-1-11-0[11].
La rivista mwcqmwcgTime lo ha nominato mwcwuomo del secolo ("person of the century") nel dicembre 1999, dedicandogli l'ultima copertina del XX secolo,cite-ref-2-12-0[12] e i suoi traguardi intellettuali e la sua originalità hanno reso il termine "Einstein" sinonimo di "genio".cite-ref-wordnetweb-princeton-edu-13-0[13] mwfaEugene Wigner scrisse di lui:cite-ref-14[14]
(inglese)
«Einstein's understanding was deeper even than Jancsi von Neumann's. His mind was both more penetrating and more original than von Neumann's. And that is a very remarkable statement.»
(italiano)
«La comprensione di Einstein fu più profonda persino di quella di
Jancsi von Neumann
. La sua mente era sia più acuta sia più originale di quella di von Neumann. E questa è un'affermazione molto notevole.»
Contents
• Pensiero
• Cinema
• Musica
• Opere
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Biografia
Famiglia, gioventù e studi superiori
Einstein studente
«Albert [...] per quanto desse ai familiari segni di ingegno precoce, non si distinse a scuola. Giunto alle scuole medie, trovò disgustoso il sistema di insegnamento tedesco ed entrò in conflitto coi professori che da parte loro lo maltrattavano. [...] Rovesci di fortuna fecero emigrare la famiglia a Milano e Einstein, lasciato a Monaco a finire i suoi studi, si dette per malato e raggiunse i suoi in Italia. [...] Poi cercò di essere ammesso al Politecnico di Zurigo, ma non avendo la regolare licenza media fu rifiutato e non riuscì nemmeno a superare gli esami di ammissione, per quanto eccellesse in matematica e fisica. Andò allora per un anno a fare studi di riparazione al Gymnasium di Aarau [...] Finalmente, entrato al Politecnico di Zurigo, ...»
(Emilio Segrè, Personaggi e scoperte nella fisica contemporanea, Edizioni scientifiche e tecniche (EST) Mondadori, 1997. ISSN 0303-2752)
Albert Einstein nacque a mwjgUlma, nell'allora mwjwregno di Württemberg, il 14 marzo del 1879 da una benestante famiglia mwkaebraica, figlio di mwkqHermann Einstein, proprietario di una piccola azienda che produceva macchinari elettrici in mwkgcorrente continuacite-ref-15[15], e di Pauline Koch. Frequentò una scuola elementare mwlwcattolica e, su insistenza della madre, a 5 anni gli furono impartite lezioni di mwmaviolino: lo strumento non gli piacque a quell'età, ma a 13 anni, dopo aver scoperto le mwmqsonate per violino di mwmgMozart, riprenderà a impararlo da autodidatta, e la musica assumerà un ruolo fondamentale nella sua vita.cite-ref-16[16]
I suoi genitori temevano che soffrisse di un mwoadisturbo dell'apprendimento, poiché imparò molto lentamente a parlare.cite-ref-17[17] All'età di cinque anni il padre gli mostrò una mwpqbussola tascabile, ed Einstein si rese conto che qualcosa agiva sull'ago, spostandolo in direzione del nord; l'esperienza accese la sua passione per l'mwpgelettromagnetismo, e l'avrebbe descritta in seguito come una delle più rivelatrici della sua vita.cite-ref-3-18-0[18]
La supposizionecite-ref-19[19] che il suo profitto in matematica fosse scarso è notoriamente sbagliata, basata anche sul fatto che nel sistema scolastico svizzero le votazioni adottano una scala da 1 a 6.cite-ref-20[20] Nell'agosto del 1886 la madre riferì a un'amica l'ottimo profitto scolastico del figlio: «Ieri Albert ha ricevuto la pagella, è nuovamente il primo della classe».cite-ref-21[21] All'età di dieci anni iniziò a frequentare il Luitpold-Gymnasium di mwuaMonaco di Baviera, ma si rivelò ben presto insofferente al rigido ambiente scolastico tedesco, pur riportando buoni voti in matematica e in mwuqlatino,cite-ref-22[22] e abbandonò il ginnasio a seguito del trasferimento della famiglia in Italia.
Einstein cominciò a studiare mwwwmatematica insieme a Max Talmud,cite-ref-harvchemae-23-0[23] un amico di famiglia che gli procurò testi scientifici, come gli mwyamwyqElementi di mwygEuclide, e filosofici, come la mwywmwzaCritica della ragion pura di mwzqKant.cite-ref-harvchemae-23-1[23] Suo zio Jakob inoltre lo metteva spesso alla prova con problemi matematici, che risolveva brillantemente «[...] provando un profondo senso di felicità»cite-ref-24[24]: i suoi progressi in matematica furono così rapidi che scoprì una nuova dimostrazione del mw1gteorema di Pitagora prima di compiere 13 anni,cite-ref-25[25] e a 14 anni aveva padroneggiato il mw2wcalcolo integrale e mw3adifferenziale.cite-ref-3-18-1[18]
A causa di dissesti economicicite-ref-27[27], la famiglia Einstein dovette trasferirsi di frequente: dapprima a mw7wMonaco di Baviera, poi nel 1895 a mw8aPavia, a mw8qPalazzo Cornazzani,cite-ref-28[28] dove aveva abitato mw9gUgo Foscolocite-ref-a-26-1[26] e dove Albert scrisse il suo primo articolo scientifico, e quindi a mw-wMilano.cite-ref-29[29]
Studi universitari e impiego all'ufficio brevetti
Il fallimento all'esame d'ingresso al mwaqcPolitecnico di Zurigo (poi ETH, mwaqgEidgenössische Technische Hochschule) nel 1895, tentato nonostante non avesse l'età minima richiesta, in quanto autorizzato con un permesso speciale da parte del rettore mwaqkAlbin Herzog, e non superato per un'insufficienza nel test di mwaqofrancese, segnò una battuta d'arresto. Per concludere gli studi superiori Einstein fu mandato dalla famiglia ad mwaqsAarau, dove riuscì a conseguire il diploma nel 1896, anno in cui rinunciò alla cittadinanza tedesca col permesso del padre, per evitare il mwaqwreclutamento nell'esercito.cite-ref-30[30] Nell'ottobre dello stesso anno ritentò l'esame di ammissione al politecnico, superandolo. Durante il primo anno degli studi universitari, nel 1896, conobbe mwareMileva Marić, sua compagna di studi e unica donna ammessa a frequentare quel politecnico,cite-ref-31[31] di cui s'innamorò.cite-ref-32[32]
Einstein concluse gli studi al Politecnico di Zurigo nel luglio del 1900, superando gli esami finali con la votazione di 4,9/6 e classificandosi quarto su cinque promossi. Egli fu l'unico dei laureati a non ottenere un posto come assistente,cite-ref-33[33] ma un diploma per l'insegnamento superiore. Nel 1901 fu naturalizzato mwar8svizzerocite-ref-34[34], e dal 1902 al 1909 fu impiegato all'mwasqIstituto federale della proprietà intellettuale di mwasuBerna.cite-ref-35[35] Insieme ad alcuni amici fondò nella stessa città un gruppo di discussione chiamato "Accademia Olimpia", in cui si discuteva di scienza e filosofia.cite-ref-36[36]
Prime nozze e figli
Nel gennaio 1902 mwatqMileva Marić ebbe una figlia illegittima, Lieserl, accudita dai nonni materni, che morì anni dopo, presumibilmente di mwatuscarlattina. La sua nascita compromise gli studi di Mileva, che decise di sacrificarsi per la famiglia e la carriera accademica di Albert. Nel 1903 Albert e Mileva si sposarono civilmente in municipio. A mwatyBerna, in Kramgasse 49, si trova la casa dove lo scienziato abitò con la moglie Mileva dal 1903 al 1905, nel periodo in cui elaborò la teoria della relatività ristretta. Mileva avrebbe dato alla luce altri due figli: mwatcHans Albert, che sarebbe diventato ingegnere, e mwatgEduard, con ottime capacità nella musica e negli studi e laureato in mwatkmedicina, che fu poi travolto dalla malattia mentale e trascorse gran parte della sua vita tra la casa materna di Zurigo e l'ospedale psichiatrico mwatoBurghölzli.
1905: annus mirabilis e la relatività ristretta
Il 1905 fu un anno di svolta nella vita di Einstein e nella storia della mwauafisica.
L'articolo sulla mwauirelatività ristretta fu inizialmente ignorato. Il nome di "mwaumteoria della relatività" venne coniato da mwauqMax Planck nel 1906; Einstein avrebbe preferito "mwauuteoria degli invarianti".cite-ref-37[37] La relatività ristretta venne dapprima interpretata come una teoria subordinata a quella dell'elettrone di Lorentz, che prevedeva una mwauomassa dell'elettrone dipendente dalla sua velocità; difatti, la teoria dell'elettrone rimase nota fino alla fine degli anni mwausventi del mwauwXX secolo come "mwau0teoria di Lorentz-Einstein".cite-ref-kragh-38-0[38]
Tra i primi sostenitori della relatività ristretta vi fu Max Planck, allora già ben noto nella comunità scientifica, che diede anche contributi tecnici allo sviluppo della teoria. Un secondo sostenitore fu mwavmHermann Minkowski, che nel 1907 formulò la versione tetra-dimensionale della relatività, introducendo lo mwavqspaziotempo di Minkowski.cite-ref-kragh-38-1[38] Sempre nel 1907, a un convegno tenutosi a mwavkCracovia, il fisico polacco August Witkowski parlò a mwavoMax Born, allora neolaureato all'mwavsUniversità di Gottinga, dell'articolo di Einstein. Born comprese il significato profondamente innovativo del lavoro di Einstein, e s'impegnò nella diffusione della teoria della relatività. Altri precoci sostenitori della relatività ristretta furono mwavwMax von Laue e mwav0Paul Ehrenfest.cite-ref-kragh-38-2[38]
Iniziò così la progressiva diffusione della relatività ristretta, soprattutto nella comunità dei fisici tedeschi. Entro il 1910 la relatività ristretta aveva guadagnato ampi consensi ed era accettata, almeno in Germania, dalla maggioranza dei fisici teorici. Il pubblico e molti intellettuali, inclusi i mwawmfilosofi, vennero a conoscenza della relatività ristretta soprattutto dopo la fine della mwawqprima guerra mondiale, a seguito della spedizione scientifica di mwawuArthur Eddington del 1919, che fornì nel 1920 le prime prove della correttezza della mwawyrelatività generale.cite-ref-kragh-38-3[38]
L'articolo sull'mwawwequivalenza massa-energia modificherà non solo la storia della fisica, ma quella del sapere umano. Nella parte finale dell'articolo, Einstein suggerì d'indagare il mwaw0radio, un elemento radioattivo, per verificare l'equivalenza massa-energia nel caso d'mwaw4emissione radioattiva: mwaw8«Non è impossibile che nei corpi nei quali il contenuto in energia sia variabile in sommo grado (per esempio nei mwaxasali di radio) la teoria possa essere sperimentata con successo.». In effetti, sarà proprio nel campo della fisica nucleare che si avranno sistematiche conferme della validità dell'equazione mwaxeE0=m0c2, fino all'uso bellico della mwaxybomba atomica e alla realizzazione industriale di mwaxcreattori nucleari.
Nel 1905 Einstein pubblicò sei lavori nel giro di dieci mesi:
1. un articolo, ultimato il 17 marzo, che spiegava l'mwaxseffetto fotoelettrico assumendo che la mwaxwradiazione elettromagnetica fosse in realtà composta da mwax0quanti di energia, considerati come particelle (poi denominate mwax4fotoni). Questo studio gli sarebbe valso il mwax8Premio Nobel per la fisica nel 1921 e avrebbe contribuito allo sviluppo della mwayameccanica quantistica;
2. la tesi di dottorato sul tema "Nuova determinazione delle dimensioni molecolari", pubblicata il 30 aprile e divenuta lo scritto di Einstein più citato nella letteratura scientifica degli mwayianni settanta del mwaymXX secolo;
3. un articolo, datato 11 maggio, sul mwayumoto browniano, che costituiva uno sviluppo della sua tesi di dottorato;
4. una prima memoria, in data 30 giugno, dal titolo mwaycZur Elektrodynamik bewegter Körper (mwaygmwaykSull'elettrodinamica dei corpi in movimento) che aveva come oggetto l'interazione fra corpi carichi in movimento e il mwayocampo elettromagnetico vista da diversi osservatori in stati di moto differenti. La teoria esposta nell'articolo, nota successivamente con il nome di mwaysrelatività ristretta (o speciale), risolveva i contrasti tra mwaywteoria meccanica e mway0teoria elettromagnetica della luce, che avevano caratterizzato la fisica del mway4XIX secolo, con una revisione dei concetti di mway8spazio e di mwazatempo assoluti;
5. un'altra memoria sulla relatività ristretta, datata 27 settembre, che conteneva implicitamente la formula mwaziE0=m0c2;
6. un altro articolo sul moto browniano, pubblicato il 19 dicembre.
Docenza accademica e la relatività generale
Einstein ottenne il dottorato il 15 gennaio del 1906 all'mwazoUniversità di Zurigo e l'abilitazione alla docenza universitaria all'mwazsUniversità di Berna nel 1908. Nel 1909 pubblicò mwazwÜber die Entwicklung unserer Anschauungen über das Wesen und die Konstitution der Strahlung ("Evoluzione delle nostre concezioni sulla natura e la costituzione della radiazione"), sulla quantizzazione della luce; in questo e in un precedente scritto dello stesso anno introdusse il concetto - fondamentale per il successivo sviluppo della mwaz0meccanica quantistica - di mwaz4dualismo onda-particella.
Professore associato all'mwaaaUniversità di Zurigo dal 1909 e, in seguito a una fortunata serie di circostanze imprevedibili,cite-ref-39[39] professore ordinario a mwaauPraga per sedici mesi dall'aprile 1911, insegnò nuovamente a mwaayZurigo, stavolta al mwaacPolitecnico, dal 1912 al 1914. Nel 1914 fu eletto all'mwaagAccademia Reale Prussiana delle Scienze e nominato professore di fisica teorica, nonché direttore dell'Istituto di Fisica dell'mwaakUniversità di Berlino, dove rimase fino al 1933. In quegli anni effettuò ricerche sulla meccanica statistica e sulla teoria della radiazione.
Accortosi che il principio di relatività poteva essere esteso ai mwaascampi gravitazionali, pubblicò nel 1916 un primo articolo sulla mwaawrelatività generale, contenente la sua teoria della gravitazione.cite-ref-nobel-40-0[40]cite-ref-nyt-20151124-41-0[41] Einstein dedusse le equazioni del moto da quelle della relatività speciale valide localmente nei mwabusistemi inerziali; dedusse inoltre il modo in cui la materia curva lo spaziotempo imponendo l'equivalenza di ogni possibile sistema di riferimento (da cui il nome di relatività "generalemwaby"). Previde, tra l'altro, l'esistenza delle mwabconde gravitazionali, mwabgosservate per la prima volta esattamente un secolo dopo. L'anno successivo, applicò la teoria della relatività generale alla modellizzazione della struttura dell'mwabkuniverso.
Alla pubblicazione, la teoria venne accolta con scetticismo da parte della comunità scientifica, perché derivata unicamente da ragionamenti matematici e analisi razionali, non da esperimenti e osservazioni.cite-ref-lastampa-42-0[42] Nel 1920 le predizioni della relatività generale furono confermate dalle misurazioni dell'astrofisico mwab8Arthur Eddington, effettuate durante un'mwacaeclissi solare, che verificarono che la luce emanata da una stella era deviata dalla mwacegravità del Sole.cite-ref-lastampa-42-1[42] Le osservazioni ebbero luogo il 29 maggio del 1919 a mwacySobral, in mwaccBrasile, e nell'isola di mwacgPríncipe, nello Stato di mwackSão Tomé e Príncipe.cite-ref-lastampa-42-2[42] Nel clima di euforia seguito alla fine della mwac4prima guerra mondiale, la collaborazione tra un astrofisico sperimentale inglese e un fisico teorico tedesco furono celebrate dalla stampa internazionale come simbolo di pace, dando fama planetaria ai due protagonisti. In particolare, la figura eccentrica di Einstein fu oggetto di una crescente attenzione mediatica: Einstein divenne popolare quanto un campione sportivo o un attore cinematografico, cosa mai avvenuta in precedenza per uno scienziato. Vennero pubblicati centinaia di libri divulgativi sia sulla relatività ristretta, sia su quella generale, ed egli entrò nell'immaginario collettivo come genio per antonomasia.cite-ref-kragh-38-4[38]
Separazione, divorzio e seconde nozze
Sin dal marzo 1912 Einstein aveva iniziato una relazione con la cugina trentaseienne divorziata mwadkElsa Löwenthal, e della moglie diceva che era come una dipendente che non poteva licenziare. Per incontrare Elsa spariva per giorni, finché andò via da casa, accettando poi di tornarci solo se la moglie avesse rispettato alcune severissime condizioni:
1. che i suoi vestiti e la biancheria fossero mantenuti in ordine e in buono stato;
2. che egli ricevesse tre pasti regolarmente nella sua stanza;
3. che la sua camera da letto e lo studio fossero sempre puliti e, in particolare, che sulla sua scrivania potesse mettere le mani solo lui.
Mileva avrebbe anche dovuto rinunciare a ogni rapporto personale, astenersi dal criticarlo sia a parole sia con azioni davanti ai figli, e quanto ai rapporti personali con Einstein:
1. non doveva aspettarsi intimità;
2. se richiesta, doveva smettere immediatamente di rivolgersi;
3. se richiesta, doveva uscire all'istante dalla stanza senza protestare.cite-ref-43[43]
Mileva accettò ed egli tornò a casa, ma dopo pochi mesi lei andò a Zurigo con i figli e nel 1919 i due divorziarono. L'accordo economico prevedeva per Mileva la mwaegpensione di reversibilità, un aumento dei versamenti e la devoluzione di tutto il denaro del futuro premio Nobel.cite-ref-44[44] Nello stesso anno Einstein sposò in seconde nozze la cugina Elsa Löwenthal, a cui restò legato fino alla morte di lei nel 1936.
Einstein e l’antisemitismo post-bellico
Le posizioni antimilitariste assunte da Einstein durante la mwae8prima guerra mondiale, nonché il crescente clima mwafaantisemita nella Germania post-bellica, gli crearono un ambiente particolarmente difficile. Presto cominciò a ricevere lettere minatorie e ingiurie mentre usciva dal suo appartamento o dall'ufficio: nel febbraio 1920 un gruppo di studenti interruppe una sua lezione e uno di essi gridò: «Taglierò la gola a quello sporco ebreo!». Fu poi lo stesso Ministro dell'Istruzione a scrivergli una lettera di stima da parte del governo tedesco.cite-ref-45[45]
L'antisemitismo divenne anche la molla per degli attacchi sul campo scientifico, tanto che, per reazione, scrisse un articolo per il mwafyBerliner Tageblatt dal titolo mwafcLa mia risposta, in cui denunciava il fatto che se non fosse stato un ebreo le sue teorie non sarebbero state attaccate in maniera così veemente.cite-ref-46[46] Il clima divenne ancor più pericoloso quando il 24 giugno 1922 fu assassinato il ministro degli esteri tedesco mwafwWalther Rathenau, anch'egli ebreo.cite-ref-47[47]
La maturità e il premio Nobel
Il 27 aprile 1920 mwagsBohr giunse a Berlino su invito di mwagwMax Planck. Essendo presente a Berlino anche Einstein, si colse l'occasione per un incontro a tre dei più importanti fisici dell'epoca. L'incontro fu estremamente cordiale: seppur diversi caratterialmente, si trovarono a loro agio parlando per tutto il tempo di fisica e confrontando le loro idee. «Poche volte, nella vita, una persona mi ha dato tanta gioia con la sua sola presenza come è stato nel suo caso», scrisse successivamente Einstein a Bohr.cite-ref-48[48]
Dopo i frequenti soggiorni giovanili, Einstein tornò in Italia nel 1921 a mwahiBologna, invitato dal matematico mwahmFederigo Enriques, per tenere tre lezioni sulla relatività in italiano. Proseguì quindi per mwahqPadova, dove rese omaggio al matematico mwahuGregorio Ricci Curbastro, sempre parlando in italiano.cite-ref-docum-49-0[49]
Nel 1921 ottenne il mwahsPremio Nobel per la fisica per il suo lavoro del 1905 sulla spiegazione dell'mwahweffetto fotoelettrico, assegnatogli effettivamente nel 1922. In quegli anni cominciò a dedicarsi alla ricerca di mwah0teorie di campo unificate, argomento che lo appassionò fino alla fine della sua vita, assieme ai tentativi di spiegazioni alternative dei fenomeni quantistici. Il più famoso tentativo in questo senso fu il mwah4paradosso Einstein-Podolsky-Rosen, elaborato con mwah8Boris Podolsky e mwaiaNathan Rosen.
Come in precedenza, s'interessò anche di altri campi della fisica. Nel 1926, ad esempio, pubblicò un articolo nel quale utilizzò il cosiddetto mwaiimwaimeffetto tazza di tè per spiegare il motivo dell'esistenza dei mwaiqmeandri fluviali.cite-ref-ercole-50-0[50]cite-ref-r05-51-0[51] Nel 1929 collaborò con mwai0Leó Szilárd a un mwai4prototipo di macchina frigorifera ad assorbimento, realizzando un brevetto innovativo di un refrigeratore funzionante solo con una miscela di acqua, mwai8ammoniaca e mwajabutano, senza parti in movimento e con consumi elettrici bassissimi. Il brevetto, registrato negli Stati Uniti nel 1930,cite-ref-52[52] non fu mai commercializzato perché soppiantato commercialmente dal brevetto Servel-mwajuElectrolux per gli attuali frigoriferi con mwajyciclo ad assorbimento.
Nel 1927 Einstein venne invitato dal governo italiano a partecipare al mwajgCongresso internazionale dei Fisici, che si svolgeva quell'anno a mwajkComo in occasione del centenario dalla morte di mwajoAlessandro Volta, e fu il solo degli invitati a declinare per la sua opposizione al regime di mwajsBenito Mussolini.cite-ref-53[53]
L'esilio statunitense e gli ultimi anni
Nel gennaio del 1933, quando mwaksAdolf Hitler salì al potere, Einstein si trovava momentaneamente all'mwakwuniversità di Princeton come professore ospite. Il 7 aprile dello stesso anno venne promulgata la "Legge della Restaurazione del Servizio Civile", a causa della quale tutti i professori universitari di origine ebraica furono licenziati; nell'ottobre del 1933, con l'intensificarsi delle persecuzioni mwak0antisemite, decise di trasferirsi negli mwak4Stati Uniti. Durante gli mwak8anni trenta, con i mwalanazisti al potere, i premi Nobel mwalePhilipp von Lenard e mwaliJohannes Stark condussero una strenua campagna atta a screditare i suoi lavori, etichettandoli come "fisica ebraica", in contrasto con la "fisica tedesca" o "mwalmariana". Nel 1944, a mwalqRignano sull'Arno, la moglie e le figlie di suo cugino Robert furono uccise da un reparto delle mwaluSS, verosimilmente come rappresaglia nei suoi confronti.cite-ref-54[54] La mwalostrage, a cui si aggiunse l'anno seguente la perdita del cugino, morto suicida, colpì molto Einstein,cite-ref-55[55] che aveva acquisito la cittadinanza statunitense nel 1940 e che non rientrò più in mwal8Europa, rimanendo negli Stati Uniti fino alla morte.
Oltre all'insegnamento e alle apparizioni in pubblico, proseguì le sue ricerche presso l'mwameInstitute for Advanced Study di mwamiPrinceton, studiando anche alcuni problemi cosmologici e le mwammprobabilità delle transizioni atomiche. Negli ultimi anni di vita tentò di unificare la mwamqgravità e l'mwamuelettromagnetismo, le due mwamyforze fondamentali allora conosciute, sebbene si possa notare come fosse già iniziato lo studio della mwamcforza nucleare forte e della mwamgforza nucleare debole, quest'ultima per opera di mwamkEnrico Fermi. Nel 1950 descrisse la sua teoria di unificazione, rivelatasi poi parzialmente errata, in un articolo sulla rivista mwamomwamsScientific American.
Durante la sua permanenza a Princeton negli anni mwam0cinquanta del mwam4XX secolo Einstein strinse amicizia, pur avendo un temperamento estremamente diverso dal suo,cite-ref-lifeanduniverse-56-0[56] con il matematico austriaco mwanmKurt Gödel, mentre ebbe come vicino di ufficio il mwanqfisico-matematico ungherese mwanuJohn von Neumann. Nel 1952, quando il mwanyPresidente d'Israele mwancChaim Weizmann morì, l'allora mwangPrimo Ministro gli offrì l'incarico, ma egli rifiutò, spiegando di mancare sia dell'inclinazione sia delle esperienze necessarie.cite-ref-57[57]
Il 17 aprile del 1955 fu colpito da un'improvvisa mwan4emorragia interna, causata dalla rottura di un mwan8aneurisma dell'aorta addominale, già rinforzata precauzionalmente con un'operazione chirurgica nel 1948. Fu ricoverato all'ospedale di Princeton, dove morì alle ore 01:15 del 18 aprile 1955, a 76 anni.
Einstein aveva espresso verbalmente il desiderio di essere cremato, ma mwaoeThomas Stoltz Harvey, il patologo che effettuò l'autopsia, di propria iniziativa rimosse il cervello e lo conservò a casa propria, immerso nella mwaoiformalina, in un barattolo mwaomsottovuoto per circa 40 anni. Il resto del corpo fu cremato e le ceneri furono disperse in un luogo segreto. Quando i parenti di Einstein furono messi al corrente, per il bene della scienza acconsentirono al sezionamento del mwaoqcervello in 240 parti, da consegnare ad altrettanti ricercatori; la parte più grossa è custodita nell'ospedale di Princeton.cite-ref-58[58]
Contributi scientifici
«Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso.»
(da una lettera a Carl Seelig, 11 marzo 1952cite-ref-59[59])
Moto browniano
Con il termine mwapgmwapkmoto browniano si fa riferimento al moto disordinato, osservabile al mwapomicroscopio, di mwapsparticelle sufficientemente piccole (aventi diametro dell'ordine del mwapwmicrometro) da essere sottoposte a una mwap0forza di gravità trascurabile, presenti in mwap4fluidi o mwap8sospensioni fluide (ad esempio il fumo).cite-ref-thermo-60-0[60] Il fenomeno fu scoperto agli inizi dell'mwaqqOttocento dal mwaqubotanico scozzese mwaqyRobert Brown,cite-ref-thermo-60-1[60] e modellizzato nel 1905 da Albert Einstein.cite-ref-thermo-60-2[60]cite-ref-61[61]
La tesi di dottorato di Einstein mwarqNuova determinazione delle dimensioni molecolari, una dissertazione di sole 24 pagine contenente una trattazione quantitativa mwarumeccanico-statistica del fenomeno, fu pubblicata il 30 maggio 1905 e difesa all'mwaryUniversità di Zurigo il 15 gennaio 1906. L'articolo sul moto browniano, datato 11 maggio 1905, costituiva uno sviluppo della sua tesi di dottorato; un altro articolo sul moto browniano fu pubblicato il 19 dicembre 1905.
Il termine viene usato per indicare sia il fenomeno naturale sia la sua rappresentazione matematica, la quale può descrivere l'andamento temporale di una classe molto ampia di mwargprocessi aleatori. Un'importante categoria di fenomeni rappresentabili con gli strumenti matematici del moto browniano è costituita dall'andamento dei mwarkmercati finanziari, come dimostrato sin dal 1900 dal mwaromatematico francese mwarsLouis Bachelier, nel suo lavoro mwarwThéorie de la spéculation.cite-ref-62[62]
Relatività ristretta
La teoria della mwasorelatività ristretta, chiamata anche relatività speciale, fu presentata da Einstein con l'articolo mwassZur Elektrodynamik bewegter Körper (mwaswmwas0Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento) del mwas41905, il cui obiettivo era conciliare il principio di relatività mwas8galileiano, che include il principio della mwatacomposizione delle velocità, con le mwateequazioni di Maxwell, nelle quali la mwativelocità della luce è espressa come costante, ovvero è indipendente dal mwatmsistema di riferimento.
Precedentemente, al medesimo scopo, erano state proposte alcune teorie che ipotizzavano l'esistenza di un mezzo di propagazione delle mwatuonde elettromagnetiche, l'mwatyetere, che avrebbe dovuto costituire un sistema di riferimento privilegiato. Tuttavia, nessun esperimento era riuscito a misurare la velocità di un corpo rispetto all'etere; in particolare, grazie all'mwatcesperimento di Michelson-Morley, fu dimostrato che la velocità della luce è costante in tutte le direzioni indipendentemente dal moto della Terra, non risentendo del cosiddetto mwatgvento d'etere. La teoria di Einstein ha scartato del tutto il concetto di etere, che non fa più parte della fisica.
I due postulati della teoria della relatività ristretta si possono così enunciare:
• mwatwPrincipio di relatività: le leggi della mwat0fisica sono mwat4invarianti in tutti i mwat8sistemi di riferimento inerziali;
• mwaueInvarianza della velocità luce: la luce si propaga nel mwauivuoto a mwaumvelocità costante mwauq c {\displaystyle c} , indipendentemente dallo stato di mwauumoto della sorgente o dell'osservatore.
È possibile verificare che le mwauctrasformazioni di Lorentz soddisfano il secondo postulato: se per un osservatore in un sistema di riferimento inerziale la velocità della luce è mwaugc, tale sarà per un qualunque altro osservatore in un altro sistema di riferimento inerziale in movimento rispetto al primo. I due postulati possono quindi essere sintetizzati come:
• Le mwausleggi della fisica sono mwauwinvarianti per mwau0trasformazioni di Lorentzcite-ref-63[63] in tutti i mwavisistemi di riferimento inerziali.
Le leggi dell'elettromagnetismo, nella forma dell'mwavqelettrodinamica classica, non cambiano sotto le trasformazioni di Lorentz, quindi soddisfano il principio di relatività.
Equivalenza massa-energia
Nel 1905 Einstein stabilì l'mwavkequivalenza massa-energia, ovvero che l'energia di un corpo a riposo è uguale alla sua massa moltiplicata per il quadrato della mwavovelocità della luce; gli sviluppi di questa scoperta porteranno all'uso dell'mwavsenergia nucleare sia per scopi bellici (mwavwbombe atomiche), sia per quelli civili e industriali (mwav0reattori nucleari), modificando non solo la storia della fisica, ma quella del genere umano.
La mwav8mwawamassa relativistica mwawe m {\displaystyle m} , definita come prodotto fra la mwawimassa a riposo mwawm m 0 {\displaystyle m_{0}} di un corpo e il mwawqfattore di Lorentz:
mwawc m = γ γ m 0 {\displaystyle m=\gamma \,m_{0}}
fu introdotta da mwawkHendrik Lorentz nel 1904cite-ref-64[64] nel contesto della sua mwaw4teoria dell'mwaw8elettrone, risalente al 1892. Lorentz rappresentò l'elettrone come una sfera carica, che subiva una contrazione delle lunghezze nella direzione del moto, e produsse due equazioni per la massa “longitudinale” e “trasversale” dell'elettrone, dipendenti dalla velocità mediante il fattore
mwaxi γ γ = 1 1 − − ( v / c ) 2 {\displaystyle \gamma ={\frac {1}{\sqrt {1-(v/c)^{2}}}}}
oggi noto come "fattore di Lorentz". La mwaxqmassa trasversale era equivalente a mwaxu γ γ m 0 {\displaystyle \gamma \,m_{0}} , mentre la mwaxymassa longitudinale corrispondeva a mwaxc γ γ 3 m 0 {\displaystyle \gamma ^{3}m_{0}} .cite-ref-hecht-2-65-0[65]
L'articolo di Albert Einstein del 27 settembre 1905 sull'equivalenza tra massa ed energiacite-ref-einstein-66-0[66] fa riferimento solo alla massa a riposo mwaye m 0 {\displaystyle m_{0}} di un corpo in quiete,cite-ref-hecht-67-0[67] che emette radiazione in due direzioni opposte (per la conservazione della mwayyquantità di moto), diminuendo quindi la propria massa. Tale lavoro stabiliva l'equivalenza tra massa ed energia, e conteneva implicitamente la formula
mwayk E 0 = m 0 c 2 {\displaystyle E_{0}=m_{0}\,c^{2}}
ovvero l'energia di un corpo a riposo è uguale alla sua massa moltiplicata per il quadrato della velocità della luce.
Nel 1906 Einstein fornì una derivazione non relativistica,cite-ref-68[68] basata solo sulle leggi della meccanica e dell'elettromagnetismo, della formula pubblicata l'anno precedente. La dimostrazione utilizzava la mwazascatola di Poincaré (introdotta da mwazeHenri Poincaré nel 1900) e il nuovo risultato risulta approssimato al prim'ordine in mwazi v / c {\displaystyle v/c} .
Nel 1907 Einstein tornò sulla derivazione relativistica dell'equivalenza massa-energia,cite-ref-69[69] a riprova del fatto che non considerasse quella del 1905 come definitiva. La formula che viene ricavata in diverse situazioni d'interesse fisico, scritta nel formalismo relativistico successivo al 1912, è
mwazo m i n v = E 0 c 2 {\displaystyle m_{inv}={\frac {E_{0}}{c^{2}}}}
in cui si fa esplicito riferimento all'energia a riposo mwazw E 0 {\displaystyle E_{0}} e alla mwaz0massa newtoniana, ovvero alla mwaz4massa invariante mwaz8 m i n v {\displaystyle m_{inv}} .
La relazione mwa0e m = γ γ m 0 {\displaystyle m=\gamma \,m_{0}} di Lorentz è prevista anche dalla teoria della mwa0irelatività ristretta, ma non fu mai ricavata da Einstein in tale forma:
«
All’inizio Einstein abbracciò l’idea
[di Lorentz]
di una massa dipendente dalla velocità, ma cambiò idea nel 1906 e da allora in poi evitò accuratamente quella nozione. Evitò, e rifiutò esplicitamente, quella che in seguito divenne nota come “massa relativistica”. Tuttavia molti libri di testo e articoli gli attribuiscono la relazione
E
=
m
c
2
{\displaystyle E=mc^{2}}
,
dove
E {\displaystyle E} è l'energia totale, m {\displaystyle m} la massa relativistica e c {\displaystyle c} è la velocità della luce nel vuoto. Einstein non ha mai derivato questa relazione, almeno non con quella interpretazione del significato dei suoi termini. Egli ha costantemente messo in relazione l'“energia a riposo” di un sistema con la sua massa inerziale invariante.»
(Eugene Hecht,cite-ref-hecht-67-1[67] 2009)
Effetto fotoelettrico
Einstein indagò nel 1905 le proprietà corpuscolari della luce, e spiegò l'mwa1ieffetto fotoelettrico a partire dalle proprietà corpuscolari della radiazione elettromagnetica. Per questo contributo riceverà il mwa1mpremio Nobel per la fisica nel 1921.
L'mwa1ueffetto fotoelettrico è un mwa1yfenomeno mwa1cquantistico consistente nell'emissione di mwa1gelettroni da una superficie mwa1kmetallica quando viene colpita da una mwa1oradiazione elettromagnetica di mwa1sfrequenza non inferiore a un certo valore soglia caratteristico di ogni metallo (mwa1wsoglia fotoelettrica).cite-ref-70[70]
L'ipotesi quantistica di Einstein non fu accettata per diversi anni da una parte importante della comunità scientifica, tra cui Hendrik Lorentz, mwa2iMax Planck e mwa2mRobert Millikan (vincitori del mwa2qPremio Nobel per la fisica, rispettivamente, nel mwa2u1902, mwa2y1918 e mwa2c1923), secondo i quali la reale esistenza delle particelle di luce, denominate poi da mwa2gGilbert N. Lewis "mwa2kfotoni", era un'ipotesi inaccettabile, considerato che nei fenomeni di mwa2ointerferenza le radiazioni elettromagnetiche si comportano come mwa2sonde.cite-ref-71[71] L'iniziale scetticismo di questi grandi scienziati dell'epoca non deve sorprendere, dato che perfino Planck, che per primo ipotizzò l'esistenza dei mwa3aquanti (anche se con riferimento agli mwa3eatomi, che emettono e assorbono "pacchetti di energia"), ritenne, per diversi anni, che fossero un semplice artificio matematico e non un reale fenomeno fisico.cite-ref-72[72] Successivamente, lo stesso Millikan tuttavia dimostrò sperimentalmente l'ipotesi di Einstein sull'energia del fotone, e quindi dell'elettrone emesso, che dipende soltanto dalla mwa3yfrequenza della radiazione,cite-ref-73[73] e nel mwa3s1916 effettuò uno studio sugli elettroni emessi dal mwa3wsodio che contraddiceva la classica teoria ondulatoria di mwa30Maxwell.cite-ref-74[74]
Quanti di luce e dualismo onda-particella
Il modello ondulatorio della luce, affermatosi nel corso del mwa4yXIX secolo, sembrava ancora corretto agli inizi del mwa4cXX secolo. Tuttavia, nel 1905 Einstein giustificò l'effetto fotoelettrico postulando l'esistenza di mwa4gquanti di luce, particelle formate da "pacchetti" indivisibili e discreti di energiacite-ref-einsteineuristico-75-0[75]. Tale lavoro identificava quindi in un ente fisico (il mwa40quanto di luce) il concetto puramente teorico (il mwa44quanto di energia) introdotto da mwa48Max Planck nel 1900. Vi compariva l'equazione che lega l'energia mwa5a E {\displaystyle E} di un fotone con la frequenza mwa5e ν ν {\displaystyle \nu } della luce:
mwa5q E = h ν ν {\displaystyle \ E=h\,\nu }
dove mwa5y h {\displaystyle h} è la mwa5ccostante di Planck. Si aveva ora una duplice (ondulatoria secondo mwa5gMaxwell, particellare secondo Einstein) e quindi problematica descrizione dei fenomeni luminosi; la natura particellare della radiazione elettromagnetica fu definitivamente confermata nel 1922 dalla scoperta dell'mwa5keffetto Compton.
Il dualismo onda-particella si manifestò con l'analisi statistica della radiazione del mwa5scorpo nero, operata da Einstein nel 1909. La mwa5wvarianza mwa50 σ σ 2 ( n ¯ ¯ ) {\displaystyle \sigma ^{2}({\bar {n}})} mostrava due termini, uno lineare e uno quadratico, in mwa54 n ¯ ¯ {\displaystyle {\bar {n}}} , numero medio di quanti d'energia a frequenza mwa58 ν ν {\displaystyle \nu } da attribuire a ciascun mwa6arisonatore (atomo) responsabile dell'emissione o assorbimento di radiazione:
mwa6m σ σ 2 ( n ¯ ¯ ) = n ¯ ¯ + n ¯ ¯ 2 {\displaystyle \sigma ^{2}({\bar {n}})={\bar {n}}+{\bar {n}}^{2}}
Questa caratteristica apparve subito sconcertante perché era noto che i sistemi di particelle hanno una dipendenza lineare in mwa6u n ¯ ¯ {\displaystyle {\bar {n}}} della mwa6yvarianza:
mwa6k σ σ 2 ( n ¯ ¯ ) = n ¯ ¯ {\displaystyle \sigma ^{2}({\bar {n}})={\bar {n}}}
mentre quelli formati da onde mostrano una dipendenza quadratica:
mwa60 σ σ 2 ( n ¯ ¯ ) = n ¯ ¯ 2 {\displaystyle \sigma ^{2}({\bar {n}})={\bar {n}}^{2}}
Lo spettro di radiazione del corpo nero, invece, si comportava statisticamente come un sistema mwa68sia particellare, mwa7asia ondulatorio. Einstein si accorse inoltre che tale caratteristica era ineliminabile: solo la presenza di entrambi i termini garantiva la conservazione dell'energia del sistema.
Calori specifici dei solidi
In meccanica statistica e in mwa7ufisica dello stato solido, il mwa7ymwa7cmodello di Einstein è un modello sviluppato nel mwa7g1907 per calcolare il mwa7kcalore specifico di un mwa7osolido. Si basa sulle ipotesi che gli atomi mwa7soscillino intorno alla loro posizione di equilibrio con una sola mwa7wfrequenza, e che l'energia di oscillazione sia mwa70quantizzata. Tale modello tratta il solido come un aggregato di oscillatori isolati non interagenti tra loro, tutti con la stessa mwa74frequenza di risonanza.
Il modello di Einstein predice abbastanza correttamente la dipendenza ad alta temperatura del calore specifico mwa8amolare. Tale modello coincide, ad alta temperatura, con il modello classico di mwa8eDulong-Petit, cioè il calore specifico molare risulta costante per tutti i solidicite-ref-76[76]:
mwa8g c v = 3 R ≈ ≈ 25 J / ( m o l ⋅ ⋅ K ) {\displaystyle c_{v}=3R\approx 25\;\;\mathrm {J/(mol\cdot K)} }
con mwa8o R {\displaystyle R} mwa8scostante dei gas, che vale mwa8w 8 , 314 J / ( m o l ⋅ ⋅ K ) {\displaystyle 8,314\;\;\mathrm {J/(mol\cdot K)} } .
A temperature inferiori, il modello di Einstein non riproduce perfettamente i dati sperimentali; tuttavia, nel limite mwa84 T → → 0 {\displaystyle T\to 0} , anche con il modello di Einstein il calore specifico tende a zero. Tale modello è in contrasto con il mwa88modello di Debye, che tratta le vibrazioni del reticolo cristallino come mwa9afononi in una scatola.
Emissione stimolata
Nell'ambito degli studi sull'interazione radiazione-materia, nel 1917 Einstein teorizzò il fenomeno dell'mwa9uemissione stimolata. Tale lavoro è il presupposto teorico per il funzionamento dei dispositivi mwa9ylaser e mwa9cmaser, realizzati a partire dagli mwa9ganni sessanta del mwa9kXX secolo.
Si dice mwa9semissione stimolata il fenomeno quantistico per cui la radiazione elettromagnetica, oltre che eccitare un sistema, può anche stimolarne la diseccitazione. Infatti, se si applica la mwa9wteoria perturbativa dipendente dal tempo a un sistema a due livelli, si ottiene che la mwa90probabilità di transizione fra i due livelli è pari al 100% quando l'energia della radiazione incidente è pari alla differenza di energia fra i due livelli. Se il sistema si trovava sul suo mwa94stato fondamentale, si ha un fenomeno di mwa98assorbimento risonante della radiazione, ovvero l'mwa-aonda viene assorbita e il sistema si eccita; se, al contrario, il sistema era già eccitato, si disecciterà, emettendo radiazione elettromagnetica alla stessa frequenza e nella stessa direzione di quella incidente.
Relatività generale
Nel 1915 Einstein propose una teoria relativistica della mwa-ogravitazione, denominata relatività generale, che descriveva le proprietà dello mwa-sspaziotempo a quattro dimensioni: secondo tale teoria la gravità non è altro che la manifestazione della curvatura dello spaziotempo. La teoria venne presentata in una serie di lezioni tenutesi all'mwa-wAccademia delle Scienze di Berlino a partire dal 25 novembre 1915, dopo una lunga fase di elaborazione. Un'annosa polemica contrappose il matematico tedesco mwa-0David Hilbert ed Einstein riguardo alla pubblicazione delle equazioni di campo. Tuttavia, alcuni documenti attribuiscono con una certa sicurezza il primato a Einstein.cite-ref-77[77]
Il fondamento della relatività generale è l'assunto, noto come mwa-mprincipio di equivalenza, che un'mwa-qaccelerazione sia indistinguibile localmente dagli effetti di un mwa-ucampo gravitazionale, e dunque che la massa inerziale sia uguale alla massa gravitazionale. Gli strumenti matematici necessari a sviluppare la teoria della relatività generale erano stati introdotti in precedenza da mwa-yGregorio Ricci Curbastro, che sostanzialmente introdusse quello che oggi è noto come mwa-ccalcolo tensorialecite-ref-78[78].
Einstein dedusse le equazioni del moto da quelle della relatività speciale valide localmente nei mwa-0sistemi inerziali; dedusse inoltre il modo in cui la materia curva lo spaziotempo, imponendo l'equivalenza di ogni possibile sistema di riferimento (da cui il nome di "relatività generale"). In particolare, il mwa-4potenziale gravitazionale di mwa-8Isaac Newton viene reinterpretato come l'approssimazione, per un campo debole, della componente temporale del mwbaatensore metrico: da questo discende il fatto che il tempo scorre più lentamente in un campo gravitazionale più intenso. Alla pubblicazione, la teoria venne accolta con scetticismo da parte della comunità scientifica, perché derivata unicamente da ragionamenti matematici e analisi razionali, anziché da esperimenti e osservazioni.cite-ref-lastampa-42-3[42]
Nel 1920 le predizioni della relatività generale furono confermate dalle misurazioni dell'astrofisico mwbayArthur Eddington effettuate durante un'mwbaceclissi solare, che verificarono che la luce emanata da una stella era deviata dalla mwbaggravità del Sole.cite-ref-lastampa-42-4[42] Le osservazioni ebbero luogo il 29 maggio del 1919 a mwba0Sobral, in mwba4Brasile, e nell'isola di mwba8Príncipe, nello Stato di mwbbaSão Tomé e Príncipe.cite-ref-lastampa-42-5[42] Da allora, altri esperimenti sempre più precisi hanno confermato le predizioni della teoria, prevalentemente nell'ambito dell'astronomia (mwbbuprecessione del perielio di Mercurio e mwbbylenti gravitazionali).
I limiti della relatività generale riguardano essenzialmente il trattamento degli stati della materia nei quali le interazioni gravitazionali e quantistiche arrivano ad avere lo stesso ordine di grandezza, fino alle mwbbgsingolarità gravitazionali. Tra le evoluzioni teoriche prospettate, le più note e investigate sono la mwbbkteoria delle stringhe e la mwbbogravitazione quantistica a loop.
Statistica di Bose-Einstein
La mwbb8mwbcastatistica di Bose-Einstein, anche detta mwbcemwbcidistribuzione di Bose-Einstein o abbreviata in mwbcmstatistica B-E, determina la mwbcqdistribuzione statistica (relativa agli stati energetici all'mwbcuequilibrio termico) di un sistema di mwbcybosoni, nell'ipotesi che siano identici e indistinguibili tra loro.cite-ref-79[79] Introdotta nel 1920 da mwbcsSatyendra Nath Bose per i mwbcwfotoni ed estesa agli mwbc0atomi da Albert Einstein nel 1924, rappresenta, insieme alla mwbc4statistica di Fermi-Dirac per i mwbc8fermioni, l'aggiornamento quantistico della classica mwbdastatistica di Maxwell-Boltzmann. La trattazione quantistica delle particelle si applica quando la distanza tra le particelle si avvicina alla loro mwbdelunghezza d'onda termica di de Broglie, cioè quando le mwbdifunzioni d'onda associate alle particelle si incontrano in zone nelle quali hanno valori non trascurabili, ma non si sovrappongono.cite-ref-80[80]
I bosoni, non seguendo il mwbdgprincipio di esclusione di Pauli, possono occupare in numero illimitato lo stesso stato energetico contemporaneamente e, a basse temperature, tendono ad ammassarsi nello stesso livello di bassa energia, formando un mwbdkcondensato di Bose-Einstein.cite-ref-81[81] La statistica di Bose-Einstein è particolarmente utile nello studio dei mwbd4gas e costituisce, con la statistica di Fermi-Dirac, la base della teoria dei mwbd8semiconduttori e dell'mwbeaelettronica.cite-ref-82[82]
Spiegazione dei meandri fluviali
Con l'espressione mwbfmmwbfqeffetto tazza di tè s'indica quel fenomeno per cui delle particelle significativamente più pesanti del liquido in cui sono immerse si spostano verso il centro di rotazione del liquido, quando quest'ultimo viene posto all'interno di un contenitore tendenzialmente rotondeggiante e fatto roteare su se stesso. Tale fenomeno deve il suo nome al cosiddetto mwbfuparadosso delle foglie di tè, citato da Albert Einstein in un suo articolo del 1926 inerente alla formazione dei mwbfymeandri dei fiumi; il fisico tedesco faceva notare come le mwbfcfoglie di tè, in una tazza della mwbfgstessa bevanda, si spostassero verso il centro del fondo della tazza dopo che la bevanda era stata mescolata, piuttosto che rimanere costrette ai bordi della stessa, come ci si sarebbe aspettato dalla mwbfkforza centrifuga.
La spiegazione fisica del fenomeno fu data per la prima volta nel 1877 da mwbfsJames Thomson, il quale, nel cercare un'origine alla formazione dei meandri nei corsi dei fiumi, collegò correttamente l'aspetto del mwbfwflusso secondario (vedi figura) con l'mwbf0attrito sul fondocite-ref-83[83]cite-ref-84[84]; il flusso secondario è determinato dalla differenza tra l'effettivo flusso tridimensionale che si sviluppa in un canale e un flusso bidimensionale di riferimento. Lo spostamento di particelle vicine al fondo nei flussi dei meandri fluviali fu poi studiato sperimentalmente da Alexander Milovich nel 1913.cite-ref-85[85]
Tuttavia, si dovette aspettare il 1926 perché Einstein fornisse una spiegazione esaustiva al perché tutti i fiumi, in misura più o meno marcata, sviluppano un percorso tortuoso anziché essenzialmente rettilineo. Lo fece chiamando in causa l'mwbgserosione degli mwbgwargini fluviali e le ragioni alla base di essa, nonché svelando il motivo del curioso e quasi paradossale movimento delle foglie di tè in una tazza della stessa bevanda, subito dopo il mescolamento.cite-ref-ercole-50-1[50]cite-ref-r05-51-1[51]
Paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen
Il mwbhkparadosso di Einstein-Podolsky-Rosen, talvolta abbreviato in mwbhomwbhsparadosso EPR, è un mwbhwesperimento mentale con cui Albert Einstein, mwbh0Boris Podolsky e mwbh4Nathan Rosen dimostrarono che dalla mwbh8meccanica quantistica deriva il fenomeno dell'mwbiaentanglement, considerato mwbieparadossale perché ritenuto incompatibile con la mwbiirelatività ristretta (che considera la mwbimvelocità della luce la massima alla quale può viaggiare qualunque tipo d'mwbiqinformazione) e, più in generale, con il mwbiuprincipio di località. Da ciò scaturì la loro convinzione che la teoria quantistica fosse incompleta, ovvero dovesse comprendere delle mwbiyvariabili nascoste.
I tre autori proposero il loro esperimento mentale nell'articolo del 1935 "La descrizione quantistica della realtà fisica può ritenersi completa?". Intendevano dimostrare che, per conservare il mwbigprincipio di località, ritenuto requisito imprescindibile, la meccanica quantistica deve necessariamente essere incompleta.cite-ref-einstein1935-86-0[86] Cinque mesi dopo, mwbi0Niels Bohr rispose all'argomento di EPR con un articolo intitolato allo stesso modo.cite-ref-87[87] La posizione di Bohr fu a lungo considerata come ulteriore vittoria del suo scontro con Einstein, benché oggi si riconosca che essa fosse oscura e non soddisfacente.
Sempre nel 1935, mwbjmErwin Schrödinger pubblicò l'articolo in cui descrive il famoso mwbjqparadosso del gatto, cercando di chiarire l'idea della mwbjusovrapposizione di stati nella meccanica quantistica. Si deve a mwbjyDavid Bohm, nel 1951, una riformulazione del paradosso in termini più facilmente verificabilicite-ref-88[88].
Il paradosso EPR descrive un effetto fisico che ha aspetti paradossali: se in un sistema quantistico ipotizziamo alcune deboli e generali condizioni, come mwbjwrealismo, mwbj0località e mwbj4completezza, ritenute ragionevolmente vere per qualunque teoria che descriva la realtà fisica senza contraddire la mwbj8relatività, giungiamo a una contraddizione. Da notare che, di per sé, la meccanica quantistica non è intrinsecamente contraddittoria, né in contrasto con la relatività.
Benché proposto originariamente per mettere in luce l'incompletezza della meccanica quantistica, ulteriori sviluppi teorici e sperimentali seguiti all'articolo originale (come il mwbketeorema di Bell e l'mwbkiesperimento sulla correlazione quantistica di Aspectcite-ref-89[89]) hanno portato gran parte dei fisici a considerare il paradosso EPR solo un esempio di come la meccanica quantistica contrasti con le nostre esperienze del mondo macroscopico.
Teoria del campo unificato
I primi tentativi di unificare la mwbksgravità con l'mwbkwelettromagnetismo vengono datati almeno agli esperimenti di mwbk0Michael Faraday del 1849–50.cite-ref-90[90] Dopo che la teoria della relatività generale venne pubblicata nel 1916, la ricerca di una mwbliteoria del campo unificato che combinasse la gravità con l'elettromagnetismo cominciò a riscuotere interesse, giacché all'epoca sembrava plausibile che non esistessero altre forze fondamentali. I principali fisici coinvolti furono mwblmGunnar Nordström, mwblqHermann Weyl, mwbluArthur Eddington, mwblyTheodor Kaluza, mwblcOskar Klein.
Con la relatività ristretta e generale, Einstein teorizzò che per lo spaziotempo in cui si manifestano campo elettromagnetico e campo gravitazionale dovesse essere formulata una teoria del campo unificato in grado di conciliare il campo elettromagnetico, non ancora descritto in termini geometrici, con il campo gravitazionale, descritto come una variazione della geometria dello spaziotempo circostante. Einstein stesso suggerì che la relatività generale non fosse una teoria ultima e che la strada verso una teoria del campo unificato fosse lo studio delle proprietà geometriche dello spaziotempo e l'estensione a n dimensioni di tale costruzione geometrica. Nei suoi ultimi anni, Einstein fu intensamente impegnato a trovare tale teoria unificatrice ma i suoi sforzi non furono coronati dal successo
La ricerca di una teoria universale fu interrotta dalla scoperta delle forze nucleari mwbloforte e mwblsdebole, che non potevano essere incluse né nella gravità né nell'elettromagnetismo. Un ulteriore ostacolo fu l'accettare che la meccanica quantistica dovesse essere incorporata dall'inizio, anziché emergere come conseguenza di una teoria deterministica unificata, come aveva sperato Einstein.
Il lavoro di unificazione s'incentrò, per gran parte del mwbl0XX secolo, sulla comprensione delle tre forze quantizzabili: l'elettromagnetismo e le forze nucleari debole e forte. Le prime due furono mwbl4unificate nel 1967–68 da mwbl8Sheldon Glashow, mwbmaSteven Weinberg, e mwbmeAbdus Salam come "forza elettrodebole". Le forze forti ed elettrodeboli coesistono pacificamente nel mwbmimodello standard della fisica particellare, ma rimangono distinte. Diverse mwbmmteorie della grande unificazione sono state proposte per unificarle. Anche se le più semplici di tali teorie sono state sperimentalmente escluse, la possibile esistenza di una mwbmqsupersimmetria rimane al centro delle ricerche dalla comunità dei fisici teorici.
Pensiero
Einstein filosofo
Sebbene i contributi principali di Einstein siano relativi alla fisica, è indubbio che egli nutrisse un sincero interesse per la mwbm0filosofia. Nella sua vita studiò scritti di carattere filosofico fin dagli anni del liceocite-ref-91[91], senza tuttavia considerarsi mai un filosofo nel senso stretto del termine: il suo, più che un sistema filosofico, venne definito da mwbniReichenbach un «atteggiamento filosofico».cite-ref-92[92]
Nel 1924 contribuì con un breve scritto introduttivo all'edizione del poema di mwbngTito Lucrezio Caro mwbnkmwbnoDe rerum natura, curata da mwbnsHermann Diels.cite-ref-93[93]
Come pensatore e filosofo, era mosso da una profonda ammirazione per i sistemi di mwboeSpinoza e mwboiSchopenhauer. Del primo era particolarmente affascinato dalla mwbomconcezione olistica, cioè dall'idea del cosmo come di un tutto ordinato secondo le leggi di un'entità panica impersonalecite-ref-94[94], mentre del secondo condivideva la visione dell'umanità.
Dalla mwbokteologia spinoziana avrebbe tratto spunto per la sua cosmologia relativistica,cite-ref-95[95] mentre in tutta la sua produzione saggistica si può notare come lo stile, lineare e al contempo vibrante e ricco di passi altamente suggestivi, sia avvicinabile a quello di alcuni testi di Schopenhauer, quali i caustici mwbo4aforismi. Nell'ambito della mwbo8filosofia della scienza, egli affermò l'importanza nei suoi studi dell'opera di mwbpaDavid Hume e dell'mwbpeepistemologia di mwbpiErnst Mach, da cui tuttavia si distaccò nella maturità. Smentì invece una sua presunta adesione al mwbpmpositivismo:
«Io non sono positivista. Il positivismo stabilisce che quanto non può essere osservato non esiste. Questa concezione è scientificamente insostenibile, perché è impossibile fare affermazioni valide su ciò che uno "può" o "non può" osservare. Uno dovrebbe dire: "Solo ciò che noi osserviamo esiste": il che è ovviamente falso.»
(Denis Brian, Einstein: A Life)
Einstein sostenne in più occasioni l'importanza dell'epistemologia nella scienza contemporanea, tanto che negli ultimi anni di vita affermò mwbpc«La scienza senza epistemologia, se pure si può concepire, è primitiva e informe»cite-ref-0-96-0[96], ed egli stesso accompagnò il suo lavoro scientifico con una chiara posizione epistemologica, fino ad arrivare a parlare nella sua mwbpwAutobiografia scientifica di un "credo epistemologico". In esso egli distingue la totalità delle esperienze sensibili (ovvero i dati offerti dalla natura) dall'insieme dei concetti e delle proposizioni di cui fa uso la scienza (cioè la costruzione teorica); il compito del pensiero logico riguarda solo la parte della costruzione teorica, che però a sua volta assume significato solo dalla connessione, puramente intuitiva e non di carattere logico, con le esperienze sensibili. In altre parole, per Einstein il sistema dei concetti e delle proposizioni di cui fa uso la scienza è una semplice creazione umana che però assume valore e contenuto solo nel momento in cui permette il più possibile di collegare e connettere tra loro i dati sperimentali con la maggiore semplicità di termini e proposizioni stesse.cite-ref-97[97]
Alcuni autori hanno evidenziato la rilevanza del pensiero epistemologico di Einstein, come elemento che avrebbe favorito lo scienziato nel formulare un'immagine robusta e coerente della realtà fisica.cite-ref-98[98] La sua fiducia nell'intelligibilità dell'universo lo portò a una concezione rigorosamente mwbqydeterministica, convincendolo che «mwbqcDio non gioca ai dadi»cite-ref-1-11-1[11] in opposizione ai risultati intrinsecamente probabilistici della mwbqwmeccanica quantistica, cui diede comunque indirettamente importanti contributi.cite-ref-99[99]
Celebri sono la sua raccolta di saggi mwbrimwbrmCome io vedo il mondo e il mwbrqcarteggio che Einstein intrattenne con mwbruSigmund Freud negli mwbryanni trenta, in cui s'interroga sul motivo della guerra, ottenendo come risposta dal fondatore della mwbrcpsicoanalisi che essa dipende dalla natura intrinsecamente aggressiva dell'animo umano.cite-ref-100[100]
Visione politica
Einstein era intransigente come scienziato, così come persona; nel 1913 rifiutò di firmare un manifesto a favore della guerra, che gli veniva proposto da un buon numero di scienziati tedeschi, a cui rispose con un rischioso mwbr4Appello agli Europei, firmato con il fisiologo Georg Friedrich Nicolai nel 1914, in cui invitò a rifiutare le logiche guerrafondaie, proponendo invece di unire gli sforzi per un'Europa unita.cite-ref-101[101]
L'autorevolezza di Einstein si fece sentire inoltre non solo nel campo della fisica, ma anche in ambito sociale, politico e culturale, in particolare sul tema della mwbsunonviolenza di mwbsyGandhi:
«Credo che le idee di Gandhi siano state, tra quelle di tutti gli uomini politici del nostro tempo, le più illuminate. Noi dovremmo sforzarci di agire secondo il suo insegnamento, rifiutando la violenza e lo scontro per promuovere la nostra causa, e non partecipando a ciò che la nostra coscienza ritiene ingiusto.»
Einstein si considerò sempre un mwbs4pacifistacite-ref-102[102] e un mwbtmumanista.cite-ref-103[103] Descrivendo il Mahatma Gandhi, sosteneva che «le future generazioni difficilmente potranno credere che qualcuno come lui sia stato sulla terra in carne e ossa [...] Gandhi, il più grande genio politico del nostro tempo, ci ha indicato la strada da percorrere. Egli ci ha mostrato di quali sacrifici l'uomo sia capace una volta che abbia scoperto il cammino giusto [...] dovremmo sforzarci di fare le cose allo stesso modo: non utilizzando la violenza per combattere per la nostra causa, ma non-partecipando a qualcosa che crediamo sia sbagliato». Come Gandhi, inoltre, Einstein si fece assertore del valore etico e salutistico del mwbtgvegetarianismo, abbracciando egli stesso questo stile alimentare.cite-ref-104[104]
Einstein si opponeva ai governi dittatoriali: per questo motivo, e per le sue origini ebraiche, abbandonò la Germania subito dopo la presa del potere da parte del mwbuipartito nazista. Il 30 gennaio 1933 lo scienziato era in viaggio di ritorno in Germania dopo un soggiorno negli Stati Uniti; appresa la notizia dell'ascesa di mwbumAdolf Hitler mentre si trovava in mwbuqBelgio, dopo qualche esitazione decise di interrompere il viaggio e ritornare oltre mwbuuAtlantico su invito dell'mwbuyInstitute for Advanced Study a Princeton.cite-ref-105[105]
Tra i vari aneddoti su Einstein ricorre spesso quello secondo cui, quando espatriò negli Stati Uniti, sulla richiesta di dichiarare la sua razza d'appartenenza avrebbe risposto "umana".cite-ref-106[106] Nessun dato reale sembra supportarlo; risulta registrato come ebreo nell'unico documento sul suo passaggio per mwbvaEllis Island.cite-ref-107[107]
In principio fu favorevole alla realizzazione della mwbvybomba atomica, al fine di prevenirne la costruzione da parte di Hitler, e per questo il 2 agosto 1939 firmò anche una mwbvclettera, scritta da mwbvgEugene Wigner e mwbvkLeó Szilárd al presidente mwbvoFranklin Delano Roosevelt, incoraggiandolo ad avviare un programma di ricerca scientifico-tecnologica per sfruttare l'energia nucleare a scopi civili, dichiarando che essa poteva essere utilizzata anche per creare delle bombe molto potenti.cite-ref-autogenerato1-108-0[108] Roosevelt rispose creando un comitato per studiare la possibilità di usare l'mwbv8uranio come arma nucleare, assorbito dal mwbwaProgetto Manhattan.
Einstein, insieme a mwbwiAlbert Schweitzer e mwbwmBertrand Russell, combatté contro i test e le sperimentazioni militari della bomba atomica. Successivamente invece non fu ascoltato quando, nel 1945, si oppose al lancio della stessa bomba sul mwbwqGiappone. Con Russell firmò il mwbwumwbwyManifesto Russell-Einstein, che dette vita alla mwbwcmwbwgPugwash Conferences on Science and World Affairs; tuttavia, dopo la guerra, Einstein fece pressioni per il disarmo nucleare e per l'istituzione di un governo mondiale. È a lui attribuita la frase:
«Non so con quali armi verrà combattuta la terza guerra mondiale, ma la quarta verrà combattuta con clave e pietre.»
Einstein e il sionismo
Einstein non fu un sostenitore del mwbw0sionismo, anche se sostenne l'insediamento ebraico nell'antica sede del mwbw4giudaismo, e fu attivo nell'istituzione dell'mwbw8Università Ebraica di Gerusalemme, in cui pubblicò nel 1930 un volume intitolato mwbxaAbout Zionism: Discorsi e Conferenze del Professor Albert Einstein e a cui donò i suoi scritti. D'altra parte, si oppose al mwbxenazionalismo ed espresse scetticismo rispetto alla soluzione di uno Stato-nazione ebraico, preferendo la creazione di un unico Stato con il riconoscimento di cittadinanza e pari diritti per tutti gli abitanti, a prescindere da etnia o religione.cite-ref-109[109] Insieme ad altri intellettuali ebrei,tra cui mwbxyHannah Arendt, il 4 dicembre 1948 scrisse una lettera al mwbxcmwbxgNew York Times in cui veniva fortemente criticata la visita negli Stati Uniti di mwbxkMenachem Begin, definendo ispirati a quelli dei partiti nazisti i metodi e l'ideologia di mwbxoHerut, il suo partito, formato dopo lo scioglimento ufficiale dell'mwbxsIrgun.cite-ref-110[110] Nel 1950, con altre illustri personalità, s'impegnò inutilmente per la salvezza di mwbyaMilada Horáková, condannata a morte dal regime comunista mwbyececoslovacco.cite-ref-111[111] Nel 1952, alla morte del presidente mwbyyisraeliano mwbycChaim Weizmann, il primo ministro mwbygDavid Ben Gurion gli offrì il posto di capo di Stato mediante l'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti mwbykAbba Eban: Einstein declinò tuttavia l'invito, asserendo di non avere le capacità richieste.cite-ref-3-18-2[18]
Einstein e il socialismo
Einstein ebbe posizioni mutevoli riguardo al mwbzybolscevismo. Lo criticò nel 1925, definendone il governo come un "regime di terrore e una tragedia nella storia umana", scrivendo poi nel 1929:
«Rendo omaggio a Lenin come a colui che ha dedicato tutte le sue forze alla realizzazione della giustizia sociale, sacrificando a questo fine la propria individualità. Non considero pratici i suoi metodi, ma una cosa è certa: uomini del suo genere sono i guardiani e i restauratori dell'umanità.
»
Nell'articolo del 1949 mwbz4mwbz8Perché il socialismo?, Albert Einstein descrisse il disordine economico della società mwbaacapitalista moderna come fonte di un problema da superare, affermando: «Il raggiungimento del socialismo richiede la soluzione di alcuni problemi socio-politici estremamente difficili: come è possibile, in vista della profonda centralizzazione del potere politico ed economico, impedire che la burocrazia diventi onnipotente e prepotente? Come si possono proteggere i diritti dell'individuo e, di conseguenza, assicurare un contrappeso democratico al potere della burocrazia?».cite-ref-whysocialism-112-0[112]
A causa delle sue posizioni politiche, l'mwbayFBI creò un fascicolo sulla sua attività, che alla sua morte contava 1427 pagine, raccomandando che gli fosse impedito di emigrare negli Stati Uniti secondo l'Alien Exclusion Actcite-ref-113[113] e aggiungendo che Einstein credeva, consigliava, difendeva o insegnava una dottrina che, in senso legale, era stata ritenuta dai tribunali, in altri casi, «[...] capace di permettere all'anarchia di progredire indisturbata» e che portava a «[...] un governo solo di nome». Aggiunse anche che Einstein «[...] era stato membro, sostenitore o affiliato a 34 movimenti mwbascomunisti tra il 1937 e il 1954» e che «[...] inoltre lavorò come presidente onorario in tre organizzazioni comuniste».cite-ref-114[114]
La visione religiosa
Einstein nacque in una famiglia mwbbcebraica ma laica, e in età adulta rifiutò l'idea di un Dio personale tipica della concezione giudaico-cristiana, ritenendola una forma di mwbbgantropomorfismo, come testimonia una lettera personale del 1954cite-ref-ricerca-repubblica-it-115-0[115]:
«Io non credo in un Dio personale e non ho mai negato questo fatto, anzi, ho sempre espresso le mie convinzioni chiaramente. Se qualcosa in me può essere chiamato religioso è la mia sconfinata ammirazione per la struttura del mondo che la scienza ha fin qui potuto rivelare.»
Nella stessa lettera, sulla morte:cite-ref-ricerca-repubblica-it-115-1[115]
«Non riesco a concepire un Dio che premi e castighi le sue creature o che sia dotato di una volontà simile alla nostra. E neppure riesco né voglio concepire un individuo che sopravviva alla propria morte fisica; lasciamo ai deboli di spirito, animati dal timore o da un assurdo egocentrismo, il conforto di simili pensieri. Sono appagato dal mistero dell'eternità della vita e dal barlume della meravigliosa struttura del mondo esistente, insieme al tentativo ostinato di comprendere una parte, sia pur minuscola, della Ragione che si manifesta nella Natura.»
Era affascinato dal mwbccpanteismo di mwbcgSpinoza (mwbck«Io credo nel Dio di Spinoza che si rivela nella ordinaria armonia di ciò che esiste, non in un Dio che si preoccupa del fato e delle azioni degli esseri umani»), ma rifiutava l'etichetta di panteista. In risposta alla domanda: "Lei crede nel Dio di Spinoza?", Einstein rispose così:
«Non posso rispondere con un semplice sì o no. Io non sono ateo e non penso di potermi chiamare panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino piccolo che entra in una vasta biblioteca riempita di libri scritti in molte lingue diverse. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Egli non conosce come. Il bambino sospetta che debba esserci un ordine misterioso nella sistemazione di quei libri, ma non conosce quale sia. Questo mi sembra essere il comportamento dell'essere umano più intelligente nei confronti di Dio. Noi vediamo un universo meravigliosamente ordinato che rispetta leggi precise, che possiamo però comprendere solo in modo oscuro. I nostri limitati pensieri non possono afferrare la forza misteriosa che muove le costellazioni. Mi affascina il panteismo di Spinoza, ma ammiro ben di più il suo contributo al pensiero moderno, perché egli è il primo filosofo che tratta il corpo e l'anima come un'unità e non come due cose separate.»
(Brian, Einstein a life, 1996, p. 127)
La posizione di Einstein verso la religione ammette un'attitudine "religiosa" dinanzi al mistero e alla bellezza della natura, che però, come sopra accennato, appare piuttosto differente da un'impostazione tradizionale di tipo ebraico-cristiana. Einstein sembra infatti rigettare, pur rifiutando esplicitamente l'ateismo, una concezione di Dio personale, come testimoniato dal seguente passaggio tratto da mwbc0Come io vedo il mondo:cite-ref-116[116]
«Fu l'esperienza del mistero - seppure mista alla paura - che generò la religione. Sapere dell'esistenza di qualcosa che non possiamo penetrare, sapere della manifestazione della ragione più profonda e della più radiosa bellezza, accessibili alla nostra ragione solo nelle loro forme più elementari - questo sapere e questa emozione costituiscono la vera attitudine religiosa; in questo senso, e solo in questo, sono un uomo profondamente religioso. Non posso concepire un Dio che premia e punisce le sue creature, o che possiede una volontà del tipo che noi riconosciamo in noi stessi. Un individuo che sopravvivesse alla propria morte fisica è totalmente lontano dalla mia comprensione, né vorrei che fosse altrimenti; tali nozioni valgono per le paure o per l'assurdo egoismo di anime deboli. A me basta il mistero dell'eternità della vita e la vaga idea della meravigliosa struttura della realtà, insieme allo sforzo individuale per comprendere un frammento, anche il più piccino, della ragione che si manifesta nella natura.»
«Gli atei fanatici sono come schiavi che ancora sentono il peso delle catene dalle quali si sono liberati dopo una lunga lotta. Sono creature che – nel loro rancore contro le religioni tradizionali come "oppio delle masse" – non possono sentire la
musica delle sfere
.»
E ancora:cite-ref-117[117]
«Trovi sorprendente che io pensi alla comprensibilità del mondo (nella misura in cui ci sia lecito parlarne) come a un miracolo o a un eterno mistero. A priori, tutto sommato, ci si potrebbe aspettare un mondo caotico del tutto inafferrabile da parte del pensiero. Ci si potrebbe (forse addirittura si dovrebbe) attendere che il mondo si manifesti come soggetto alle leggi solo a condizione che noi operiamo un intervento ordinatore. Questo tipo di ordinamento sarebbe simile all'ordine alfabetico delle parole di una lingua. Al contrario, il tipo d'ordine che, per esempio, è stato creato dalla teoria della gravitazione di Newton è di carattere completamente diverso: anche se gli assiomi della teoria sono posti dall'uomo, il successo di una tale impresa presuppone un alto grado d'ordine nel mondo oggettivo, che non era affatto giustificato prevedere a priori. È qui che compare il sentimento del "miracoloso", che cresce sempre più con lo sviluppo della nostra conoscenza.
E qui sta il punto debole dei positivisti e degli atei di professione, che si sentono paghi per la coscienza di avere con successo non solo liberato il mondo da Dio, ma persino di averlo privato dei miracoli. La cosa curiosa, certo, è che dobbiamo accontentarci di riconoscere il "miracolo", senza poter individuare una via legittima per andar oltre. Capisco che devo ben esplicitare quest'ultima considerazione in modo che non ti venga in mente che, indebolito dall'età, io sia divenuto vittima dei preti.»
In una lettera del 24 gennaio 1936 che egli scrisse in risposta a un bambino, che gli aveva chiesto se anche gli scienziati pregassero e per che cosa, dopo aver detto che per uno scienziato ogni evento è riconducibile alle leggi di natura e quindi non risulta influenzabile dalla preghiera, aggiunse: "Però, chiunque sia seriamente impegnato nella ricerca della scienza si convince che un qualche spirito, molto superiore a quello dell‘uomo, è manifesto nelle leggi dell`universo."cite-ref-118[118]
«– Fino a che punto è influenzato dalla cristianità?
– Da bambino ho ricevuto un'istruzione sia sul Talmud che sulla Bibbia. Sono un ebreo, ma sono affascinato dalla figura luminosa del Nazareno.
– Ha mai letto il libro di Emil Ludwig su Gesù?
– Il libro di Ludwig è superficiale. Gesù è una figura troppo imponente per la penna di un fraseggiatore, per quanto capace. Nessun uomo può disporre della cristianità con un bon mot.
– Accetta il Gesù storico?
– Senza dubbio! Nessuno può leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità pulsa a ogni parola. Nessun mito può mai essere riempito di una tale vita.»
Riguardo alla relazione tra scienza e religione, scrive nel 1950, in mwbfeOut of My Later Years: «La scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca». E ancora: «La scienza, contrariamente a un'opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve proporsi non solo di sapere com'è la natura, ma anche di sapere perché la natura è così e non in un'altra maniera, con l'intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sé altre scelte quando creò il mondo».cite-ref-120[120]
Circa la mwbfcChiesa cattolica durante la mwbfgseconda guerra mondiale, a Einstein è stata attribuita questa posizione, riportata a pagina 38 del numero del mwbfkmwbfoTime del dicembre 1940:cite-ref-121[121]
«Essendo amante della libertà, quando avvenne la rivoluzione in Germania, guardai con fiducia alle università… Ma le università vennero zittite. Allora guardai ai grandi editori dei quotidiani... Ma anche loro vennero ridotti al silenzio, soffocati nell'arco di poche settimane. Solo la Chiesa rimase ferma in piedi a sbarrare la strada alle campagne di Hitler per sopprimere la verità. Prima io non ho mai provato nessun interesse particolare per la Chiesa, ma ora provo nei suoi confronti grande affetto e ammirazione, perché la Chiesa da sola ha avuto il coraggio e l'ostinazione per sostenere la verità intellettuale e la libertà morale…»
Einstein sapeva dell'articolo del mwbgiTime in cui era citata la sua affermazione e sulla quale alcuni chiedevano maggiori dettagli,cite-ref-122[122] ma non scrisse mai alla rivista per farla rettificare: esiste anzi una sua lettera del 1943, autenticata dall'esperta Catherine Williamson,cite-ref-123[123] in cui lui stesso dice che l'affermazione riportata dal mwbgsTime è riconducibile a una sua dichiarazione, anche se lui era stato un po' più moderato.cite-ref-124[124] In una lettera successiva rifiuta tuttavia la paternità di questa frase, sostenendo che la sua dichiarazione fu travisata e modificata a tal punto da non poterla più riconoscere come sua e specificando che la citazione non riflette il suo pensiero generale riguardo alla Chiesa.cite-ref-125[125]
Il diplomatico e studioso mwbhuPinchas Lapide riporta nei suoi testi un'altra versione della frase pubblicata sul mwbhyTime, comunque molto simile:cite-ref-126[126]
«Solo la Chiesa cattolica protestò contro l'attacco furioso di Hitler contro la libertà. Fino ad allora io non ero stato interessato alla Chiesa, ma oggi io sento grande ammirazione per la Chiesa, che, sola, ebbe il coraggio di combattere per la verità spirituale e la libertà morale.»
In una sua lettera manoscritta, datata 3 gennaio 1954 e indirizzata al filosofo mwbh4Eric Gutkind, che gli aveva inviato una copia di un suo libro sulla mwbh8Bibbia, Einstein ribadisce ancora le sue concezioni:
«…Per me, la parola Dio non è niente di più che un'espressione e un prodotto dell'umana debolezza, e la Bibbia è una collezione di onorevoli ma primitive leggende, che a dire il vero sono piuttosto infantili. Nessuna interpretazione, non importa quanto sottile, può farmi cambiare idea su questo. Per me la religione ebraica, come tutte le altre, è un'incarnazione delle superstizioni più puerili…»
Della posizione di Einstein su Dio si sono variamente avvalsi opposti schieramenti nella disputa mwbjeteismo/mwbjiateismo. Dal canto suo, Einstein tendeva a rifuggire definizioni riduttive; egli manifestò in ogni caso rispetto per i valori religiosi adottati dalle tradizioni ebraiche e cristiane, pur non condividendone la concezione del divino, e adottando una visione spirituale più propriamente riconducibile al mwbjmdeismo, in quanto egli manifestava una profonda mwbjqreligiosità personale pur rigettando fermamente il mwbjudogmatismo tipico delle religioni mwbjyrivelate.
Riconoscimenti
• Nel 1921 gli fu assegnato il mwbjoPremio Nobel per la Fisica.
• Nel 1926 gli fu assegnata la mwbjwMedaglia d'oro della Royal Astronomical Society.
A Einstein sono stati dedicati:
• l'elemento chimico mwbkaeinsteinio.
• la mwbkiMedaglia Albert Einstein, che dal 1979 viene consegnata al fisico che si sia particolarmente distinto nel suo ambito di ricerca.
• il Premio Einstein dell'mwbkqAmerican Physical Society.cite-ref-130[130]
• l'mwbkoasteroide mwbks2001 Einstein.
• il mwbk0cratere Einstein sulla mwbk4Luna.
• l'mwblqosservatorio astronomico mwbluTorre Einstein.
• il Monte Einstein, sui mwblgMonti Chugach, in mwblkAlaska, e sulla Catena Paparoa, in mwblsNuova Zelanda.
La rivista mwbl0mwbl4Time lo ha nominato mwbl8uomo del secolo ("person of the century") nel dicembre 1999, dedicandogli l'ultima copertina del XX secolo.cite-ref-2-12-1[12] Nello stesso anno, un sondaggio condotto tra i 100 fisici più di spicco dell'epoca ha eletto Einstein come il "più grande fisico di sempre"cite-ref-131[131], mentre un sondaggio parallelo condotto tra altri fisici ha assegnato il primo posto a mwbmgIsaac Newton, con Einstein secondo.cite-ref-132[132]
L'mwbm4Unione internazionale di fisica pura e applicata e le mwbm8Nazioni Unite hanno dichiarato il 2005 "mwbnaAnno internazionale della fisica", conosciuto anche come "Anno di Einstein", per commemorarne l'mwbnemwbniannus mirabilis del 1905.cite-ref-133[133]cite-ref-134[134]
Nella cultura di massa
Einstein divenne una delle celebrità scientifiche più famose dopo la conferma della sua teoria generale della relatività, nel 1919.cite-ref-135[135]cite-ref-136[136] Sebbene la maggior parte del pubblico non conoscesse i dettagli del suo lavoro, egli era ampiamente riconosciuto e ammirato. Nel periodo precedente la mwbokseconda guerra mondiale, il mwboomwbosNew Yorker pubblicò un articolo nel suo "The Talk of the Town" in cui affermava che Einstein era così conosciuto in America che veniva fermato per strada da persone che gli chiedevano di spiegare "quella teoria", riuscendo a gestire le richieste indesiderate fingendosi qualcun altro, particolarmente somigliante: mwbow«Mi scusi, mi dispiace! Mi scambiano sempre per il professor Einstein.»cite-ref-137[137]
Einstein è stato oggetto o fonte di ispirazione per molti romanzi, film, opere teatrali e musicali.cite-ref-138[138] È un modello prediletto per le raffigurazioni di professori distratti e fuori dalle righe; il suo viso espressivo e la sua particolare acconciatura sono stati ampiamente copiati ed esagerati. Frederic Golden, della rivista mwbpymwbpcTime, arrivò a scrivere che Einstein era "il sogno di un fumettista che si avverava".cite-ref-139[139] I suoi successi intellettuali e la sua originalità hanno reso mwbpwEinstein ampiamente sinonimo di mwbp0genio.cite-ref-wordnetweb-princeton-edu-13-1[13]
Molte citazioni sono spesso attribuite erroneamente a lui.cite-ref-140[140]
Cinema
• mwbqoAlbert Einstein, mwbqwfiction del 1975, regia di mwbq0Massimo Scaglione, produzione mwbq4Rai, con mwbq8Giancarlo Zanetti nelle vesti di Einstein, mwbraRaoul Grassilli e mwbreGianni Mantesi.
• mwbrgmwbrkGenio per amore (mwbroI.Q.), film del 1994 diretto da mwbrsFred Schepisi, con mwbrwTim Robbins, mwbr0Meg Ryan e mwbr4Walter Matthau nella parte di Albert Einstein.
• mwbsamwbseEinstein, fiction del 2008 di mwbsiLiliana Cavani, con l'attore italiano mwbsmVincenzo Amato nelle vesti del grande scienziato.
• mwbsumwbsyIl mio amico Einstein (mwbscEinstein and Eddington), film TV del 2008 trasmesso dalla mwbsgBBC, con mwbskDavid Tennant nel ruolo di Arthur Eddington e mwbsoAndy Serkis in quello di Albert Einstein.
• mwbswmwbs0Genius, serie TV del 2017, produzione mwbs4National Geographic, stagione 1, con mwbs8Geoffrey Rush nel ruolo di Albert Einstein.
• mwbtemwbtiOppenheimer, mwbtmfilm del 2023 scritto, diretto e co-prodotto da mwbtqChristopher Nolan, con mwbtuTom Conti nel ruolo di Albert Einstein.
Musica
• mwbuaEinstein – brano musicale della cantante mwbueaustraliana mwbuiGabriella Cilmi, contenuto nell'album mwbummwbuqLessons to Be Learned.
• mwbuymwbucEinstein (E=mc²) – singolo del mwbugcantautore mwbukitaliano mwbuoFrancesco Gabbani, contenuto nell'album mwbusmwbuwViceversa.
• mwbu4mwbu8Albert Einstein (album) - album del rapper mwbvaProdigy e del DJ mwbveThe Alchemist, pubblicato nel giugno 2013.
Opere
• mwbvumwbvyRelatività. Esposizione divulgativa (mwbvcÜber die spezielle und allgemeine Relativitätstheorie (gemeinverständlich)), 1916.
• mwbvk(DE) Vier Vorlesungen über Relativitätstheorie, Braunschweig, Vieweg und Sohn, 1923.
• mwbvs(DE) Eine neue Bestimmung der Moleküldimensionen (PDF), Berna, Buchdruckerei K. J. Wyss, 1905.
• mwbv0mwbv4Perché il socialismo? (mwbv8Why Socialism?), in mwbwaMonthly Review, vol. 1, no. 1: maggio 1949, mwbweDOI 10.14452/MR-061-01-2009-05_7.
• mwbwmAutobiografia scientifica, mwbwqTorino, mwbwuBollati Boringhieri, 1979, ISBN 978-88-339-2582-0.
• mwbwgmwbwkPerché la guerra? (mwbwoWarum Krieg?), raccolta degli scambi epistolari con mwbwsSigmund Freud, Torino, Bollati Boringhieri, 1997, ISBN 978-88-339-1058-1.
• mwbw4Pensieri di un uomo curioso (raccolta miscellanea di scritti), mwbw8Mondadori, 1999, ISBN 978-88-04-47479-1.
• mwbxiPensieri, idee, opinioni (ulteriori scritti dal 1933 al 1950), Roma, mwbxmNewton Compton Editori, 2006, ISBN 978-88-541-8150-2.
• mwbxyLeggendo Lucrezio (prefazione all'edizione tedesca del mwbxcDe rerum natura del 1924 curata da mwbxgHermann Diels), a cura di Gherardo Ugolini, mwbxkNapoli, La Scuola di Pitagora, 2012, ISBN 978-88-65-42069-0.
• mwbxwIl significato della relatività, Torino, Bollati Boringhieri, 2014, ISBN 978-88-339-2555-4.
• mwbx8Pensieri degli anni difficili (scritti dal 1933 al 1950), Torino, Bollati Boringhieri, 2014, ISBN 978-88-339-2531-8.
• mwbyimwbymCome io vedo il mondo (scritti fino al 1933), Roma, Newton Compton Editori, 2015, ISBN 978-88-541-7172-5.
Note
cite-note-11. ↑ mwbysmwbywLuciano Canepari, mwby0mwby4Einstein, in mwby8mwbzaIl DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwbzeISBNmwbzi 88-08-09344-1. Meno consigliata la pronuncia intenzionale mwbzy[ˈainʃtain].
cite-note-22. ↑ Einstein non sostenne tuttavia l'uso del concetto di mwbzomassa relativistica, oggi considerato obsoleto, preferendo definire l'equivalenza massa-energia rispetto alla massa a riposo: mwbzsEmwbzw0 = mmwbz00 cmwbz42. Si vedano le voci mwbz8Massa invariante e mwb0aMassa relativistica.
cite-note-33. ↑ mwb0qDavid Bodanis, mwb0uEmwb0y =mwb0c mcmwb0g2: A Biography of the World's Most Famous Equation, New York, Walker, 2000.
cite-note-44. ↑ mwb0wDon A. Howard (a cura di), mwb00mwb04Einstein's Philosophy of Science, su mwb08Stanford Encyclopedia of Philosophy, The Metaphysics Research Lab, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Stanford University, 2014 mwb1a[11 febbraio 2004]. mwb1eURL consultato il 4 febbraio 2015 mwb1i(mwb1marchiviato il 13 aprile 2021).
cite-note-55. ↑ mwb1cDon A. Howard, mwb1gmwb1kAlbert Einstein as a Philosopher of Science (mwb1omwb1sPDF), in mwb1wPhysics Today, vol.mwb10 58, n.mwb14 12, dicembre 2005, pp.mwb18 34-40, mwb2aBibcode:mwb2e2005PhT....58l..34H, mwb2iDOI:mwb2m10.1063/1.2169442, mwb2qISSNmwb2u 0031-9228. mwb20URL consultato il 2 giugno 2019 mwb24(mwb28archiviato il 28 agosto 2015). Ospitato su University of Notre Dame, Notre Dame, Indiana, pagina personale dell'autore.
cite-note-nobel-prize-66. ↑ mwb3mmwb3qmwb3uThe Nobel Prize in Physics 1921, su mwb3ynobelprize.org. mwb3cURL consultato il 27 ottobre 2013 mwb3g(mwb3karchiviato il 3 luglio 2018).
cite-note-99. ↑ mwb5yThomas Levenson, mwb5cmwb5gThe Scientist and the Fascist, in mwb5kThe Atlantic, 9 giugno 2017. mwb5oURL consultato il 2 giugno 2019 mwb5s(mwb5warchiviato il 12 maggio 2019).
cite-note-1-1111. ↑ «Dio non gioca a dadi» è il modo con cui viene in genere riportato il pensiero di Einstein, che in realtà disse: «Sembra difficile dare una sbirciata alle carte di Dio. Ma che Egli giochi a dadi e usi metodi "telepatici" [...] è qualcosa a cui non posso credere nemmeno per un attimo» (cit. in Bill Bryson, mwb68mwb7aBreve storia di (quasi) tutto, TEA (2008), ISBN 978-88-502-1549-2)
cite-note-2-1212. ↑ mwb7cmwb7gmwb7kPerson of the Century: Albert Einstein, su mwb7oTIME.com. mwb7sURL consultato il 1º marzo 2025.
cite-note-wordnetweb-princeton-edu-1313. ↑ mwb8emwb8imwb8mResult of WordNet Search for Einstein, su mwb8qwordnetweb.princeton.edu, The Trustees of Princeton University. mwb8uURL consultato il 2 giugno 2019 mwb8y(mwb8carchiviato il 28 agosto 2015).
cite-note-1414. ↑ mwb8sEugene Paul Wigner e Andrew Szanton, mwb8wThe Recollections of Eugene P. Wigner, Springer, 2013, p.mwb80 170.
cite-note-1515. ↑ mwb9e(mwb9imwb9mEN) mwb9qmwb9uAlbert Einstein – Biography, su mwb9yNobelPrize.org. mwb9cURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-1717. ↑ mwb-omwb-sCarl Seelig, mwb-wAlbert Einstein: A Documentary Biography, Staples Press, 1956.
cite-note-3-1818. ↑ mwb-q(mwb-umwb-yEN) mwb-cWalter Isaacson, mwb-gEinstein: His Life and Universe, mwb-kNew York, mwb-oSimon & Schuster, 2007, mwb-sISBNmwb-w 978-0-7432-6473-0.mwb-4 mwb-8mwcaaaccesso richiede mwcaeurl (aiuto)
cite-note-1919. ↑ di mwcacEmilio Segrè. Vedi approfondimento a lato.
cite-note-2020. ↑ mwcasmwcawmwca0La pagella di Albert Einstein, in mwca4Gravità zero, 30 giugno 2020. mwca8URL consultato il 4 luglio 2020 mwcba(mwcbearchiviato il 4 luglio 2020).
cite-note-2121. ↑ Pauline Einstein, lettera a Jette Koch, 1º agosto 1886. Riportata su mwcbuSottile è il signore... La scienza e la vita di Albert Einstein di Abraham Pais, p. 53
cite-note-2222. ↑ Ph. Hausel mwcboMünchen Merkur, 14 marzo 1979. Riportata su mwcbsSottile è il signore... La scienza e la vita di Albert Einstein di Abraham Pais, p54
cite-note-harvchemae-2323. ↑ mwcce(mwccimwccmEN) mwccqDudley Herschbach, mwccumwccyEinstein as a Student (mwcccmwccgPDF), su mwcckchem.harvard.edu, Department of Chemistry and Chemical Biology, mwccoHarvard University, p.mwccs 3. mwccwURL consultato il 22 gennaio 2013 mwcc0(archiviato dall'mwcc4url originale il 26 febbraio 2009).
cite-note-2525. ↑ mwcdsHoward Bloom, mwcdwThe God Problem: How a Godless Cosmos Creates, mwcd0Prometheus Books, 2012, p.mwcd4 294, mwcd8ISBNmwcea 978-1-61614-552-1.
cite-note-a-2626. mwcecmwcegmwcekGli Einstein a Pavia, su mwceomuseoperlastoria.unipv.it. mwcesURL consultato il 1º aprile 2019 mwcew(mwce0archiviato il 1º aprile 2019).
cite-note-2828. ↑ In via Ugo Foscolo 11, una targa sulla facciata del palazzo ricorda la residenza degli Einstein dal 1895 al 1896.
cite-note-2929. ↑ In via Bigli 21, una targa sulla facciata della casa ricorda la residenza degli Einstein dal 1894 al 1900. Il padre Hermann, che aveva una fabbrica di prodotti elettrotecnici in via Lecchi 160, è sepolto al mwcfgCimitero Monumentale di Milano.
cite-note-3131. ↑ mwcgc(mwcggmwcgkEN) mwcgomwcgsEinstein's youth (1879–1896), su mwcgwlibrary.ethz.ch.
cite-note-3232. ↑ mwchaTesla Memorial Society of New York mwcheArchiviatomwchi l'8 dicembre 2011 in mwchmInternet Archivemwchq. Teslasociety.com
cite-note-3333. ↑ mwchkDudley Herschbach, mwchomwchsEinstein as a Student (mwchwmwch0PDF), Cambridge (Massachusetts), Harvard University, p.mwch4 6. mwch8URL consultato il 4 settembre 2017 mwcia(archiviato dall'mwcieurl originale il 26 febbraio 2009).
cite-note-3434. ↑ mwciumwciymwcicEinstein's nationalities at einstein-website.de, su mwcigeinstein-website.de. mwcikURL consultato il 27 ottobre 2013 mwcio(mwcisarchiviato il 14 settembre 2008).
cite-note-3535. ↑ mwci8mwcjamwcjeSwiss Federal Institute of Intellectual Property: Einstein at the Patent Office, su mwcjiipi.ch. mwcjmURL consultato il 1º marzo 2025 mwcjq(archiviato dall'mwcjuurl originale il 30 agosto 2016).
cite-note-3737. ↑ mwckimwckmmwckqLa relatività ristretta: l’inizio della rivoluzione di Einstein, su mwckuAula di scienze | Zanichelli, 18 gennaio 2021. mwckyURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-kragh-3838. ↑ mwcliHelge Kragh, mwclmQuantum Generations (cap. 7: Einstein's Relativity and others'), Princeton University Press, 1999.
cite-note-3939. ↑ mwclcmwclgmwclkGli anni di Praga di Einstein, in mwcloRecomm Magazine, 21 aprile 2022. mwclsURL consultato il 31 marzo 2024.
cite-note-nobel-4040. ↑ mwcl8mwcmamwcmeScientific Background on the Nobel Prize in Physics 2011. The accelerating universe (mwcmimwcmmPDF), su mwcmqnobelprize.org, Nobel Media AB, p.mwcmu 2 mwcmy(archiviato dall'mwcmcurl originale il 16 maggio 2012).
cite-note-nyt-20151124-4141. ↑ mwcmsDennis Overbye, mwcmwmwcm0A Century Ago, Einstein's Theory of Relativity Changed Everything, in mwcm4mwcm8The New York Times, 24 novembre 2015. mwcnaURL consultato il 2 giugno 2019 mwcne(mwcniarchiviato il 12 agosto 2018).
cite-note-4343. ↑ mwcpmmwcpqKumar 2017,mwcpu p. 121.
cite-note-4444. ↑ mwcpkmwcpoKumar 2017,mwcps p. 127.
cite-note-4545. ↑ mwcp8mwcqaKumar 2017,mwcqe pp. 130-131.
cite-note-4646. ↑ mwcqumwcqyKumar 2017,mwcqc pp. 133-134.
cite-note-4747. ↑ mwcqsmwcqwKumar 2017,mwcq0 p. 135.
cite-note-4848. ↑ mwcremwcriKumar 2017,mwcrm pp. 132-133.
cite-note-docum-4949. ↑ mwcrcmwcrgmwcrkEinstein parla italiano, su mwcrocref.it. mwcrsURL consultato il 9 aprile 2024.
cite-note-ercole-5050. ↑ mwcseAnnibale D'Ercole, mwcsimwcsmUn tè con Einstein navigando sul fiume (mwcsqmwcsuPDF), in mwcsyGiornale di Astronomia, Fabrizio Serra editore, 2018. mwcscURL consultato il 20 marzo 2023.
cite-note-r05-5151. ↑ mwcs0(mwcs4mwcs8DE) Albert Einstein, mwctamwcteDie Ursache der Mäanderbildung der Flußläufe und des sogenannten Baerschen Gesetzes, in mwctiDie Naturwissenschaften, vol.mwctq 14, Marzo 1926, pp.mwctu 223-224. mwctyURL consultato il 20 marzo 2023.
cite-note-5252. ↑ mwctomwctsmwctwU.S. Patent N. 1.781.541, su mwct0google.com.
cite-note-5353. ↑ Aldo Gamba e Perangelo Schiera (a cura di), mwcueFascismo e scienza. Le celebrazioni voltiane e il Congresso internazionale dei Fisici del 1927, Il Mulino, Bologna 2005
cite-note-5454. ↑ mwcuumwcuymwcuc"Così le Ss massacrarono i familiari di Einstein", su mwcugrepubblica.it, la Repubblica. mwcukURL consultato il 24 giugno 2010 mwcuo(mwcusarchiviato il 19 giugno 2010).
cite-note-5555. ↑ mwcu8mwcvamwcveLettera del Maggiore Milton Wexlermwcvq, su mwcvwmediavaldarno.it, Valdarno Scuola.
cite-note-5757. ↑ mwcwomwcwsmwcwwIsrael Modern History: Offering the Presidency of Israel to Albert Einstein, su mwcw0jewishvirtuallibrary.org. mwcw4URL consultato il 7 ottobre 2017 mwcw8(mwcxaarchiviato il 2 ottobre 2017).
cite-note-5858. ↑ mwcxq(mwcxumwcxyEN) mwcxcmwcxgThe Long, Strange Journey of Einstein's Brain, su mwcxknpr.org, 18 aprile 2005.
cite-note-5959. ↑ mwcx0mwcx4mwcx8Archivio Einstein n° 39-13.1, su mwcyaalberteinstein.info. mwcyeURL consultato il 29 agosto 2017 mwcyi(mwcymarchiviato il 30 agosto 2017).
cite-note-thermo-6060. ↑ mwcys(mwcywmwcy0EN) mwcy4mwcy8Thermopedia, "Brownian Motion", su mwczathermopedia.com.
cite-note-6161. ↑ mwczq(mwczumwczyDE) Albert Einstein, mwczcmwczgÜber die von der molekularkinetischen Theorie der Wärme geforderte Bewegung von in ruhenden Flüssigkeiten suspendierten Teilchen, in mwczkAnnalen der Physik, vol.mwczo 322, n.mwczs 8, pp.mwczw 381-588, mwcz0DOI:mwcz410.1002/andp.19053220806.
cite-note-6363. ↑ Ovvero manifestano una mwcbacovarianza di Lorentz globale. Nella mwcberelatività generale, tale covarianza risulta invece valida solo localmente, ma per sistemi di riferimento sia inerziali, sia non inerziali.
cite-note-6464. ↑ mwcbuH. A. Lorentz, mwcbyElectromagnetic phenomena in a system moving with any velocity less than that of light, in mwcbcProceedings of the Academy of Sciences Amsterdam, vol.mwcbg 6, 1904, pp.mwcbk 809-831.
cite-note-hecht-2-6565. ↑ mwcb4E. Hecht, mwcb8Einstein never approuved of relativistic mass, in mwccaThe Physics Teacher, vol.mwcce 47, 2009, pp.mwcci 336-341.
cite-note-einstein-6666. ↑ mwcccAlbert Einstein, mwccgmwcckIst die Trägheit eines Körpers von seinem Energieinhalt abhängig? mwcco[L'inerzia di un corpo dipende dal suo contenuto di energia?mwccs], in mwccwAnnalen der Physik, vol.mwcc0 18, 1905, pp.mwcc4 639-641. Traduzione italiana in mwcc8Albert Einstein, mwcdaOpere scelte, a cura di E. Bellone, Torino, Bollati Boringhieri, 1988, pp.mwcde 178-180.
cite-note-6868. ↑ mwceqAlbert Einstein, mwceumwceyDas Prinzip von der Erhaltung der Schwerpunktsbewegung und die Trägheit der Energie mwcec[mwcegIl principio di conservazione del moto del centro di gravità e l'inerzia dell'energiamwcek], in mwceoAnnalen der Physik, vol.mwces 20, 1906, pp.mwcew 627-633. Traduzione inglese in mwce0A. Einstein, mwce4mwce8The principle of conservation of motion of the center of gravity and the inertia of energy, su mwcfaeinsteinpapers.press.princeton.edu. mwcfeURL consultato il 6 ottobre 2020.
cite-note-6969. ↑ mwcfuAlbert Einstein, mwcfymwcfcDie vom Relativitätsprinzip geforderte Trägheit der Energie mwcfg[mwcfkL'inerzia dell'energia richiesta dal principio di relativitàmwcfo], in mwcfsAnnalen der Physik, vol.mwcfw 23, 1907, pp.mwcf0 371-384. Traduzione inglese in mwcf4Albert Einstein, mwcf8mwcgaOn the inertia of energy required by the relativity principle, su mwcgeeinsteinpapers.press.princeton.edu. mwcgiURL consultato il 30 ottobre 2020.
cite-note-7070. ↑ mwcgymwcgcmwcggeffetto fotoelettrico in "Enciclopedia della Scienza e della Tecnica" - Treccani, su mwcgktreccani.it.
cite-note-7171. ↑ "La fisica di Amaldi", vol. 3, Elettromagnetismo, fisica atomica e subatomica, ed. Zanichelli, 2012, cap. 13 (la teoria quantistica) pag. 416.
cite-note-7272. ↑ "La fisica di Amaldi", vol. 3, cit., pag. 408.
cite-note-7373. ↑ "Fotoni pesanti" di Murphy Frederick V. e Yount David E., "Le Scienze" n. 38, ott. 1971, pag. 66.
cite-note-7474. ↑ " La Fisica di Amaldi ", vol. 3, cit., pag.411.
cite-note-einsteineuristico-7575. ↑ mwchk(mwchomwchsDE) A. Einstein, mwchwmwch0"Über einen die Erzeugung und Verwandlung des Lichtes betreffenden heuristischen Gesichtspunkt" (Su un punto di vista euristico riguardo alla produzione e alla trasformazione della luce) (mwch4mwch8PDF), in mwciamwcieAnnalen der Physik, vol.mwcii 17, 1905, pp.mwcim 132-148. mwciqURL consultato il 5 maggio 2021 mwciu(mwciyarchiviato il 22 agosto 2014).
cite-note-7878. ↑ mwcjwmwcj0mwcj4Biografie - Gregorio Ricci-Curbastro, su mwcj8imss.fi.it. mwckaURL consultato il 18 luglio 2010.
cite-note-8383. ↑ mwcmqJames Thomson, mwcmumwcmyOn the origin of windings of rivers in alluvial plains, with remarks on the flow of water round bends in pipes, in mwcmcProceedings of the Royal Society of London. A, vol.mwcmg 25, Royal Society, 1876, pp.mwcmk 5-8. mwcmoURL consultato il 20 marzo 2023.
cite-note-8484. ↑ mwcm4James Thomson, mwcm8mwcnaOn the grand currents of atmospheric circulation, in mwcnePhilosophical Transactions of the Royal Society of London. A, vol.mwcni 183, mwcnmRoyal Society, 1892, pp.mwcnq 653-684. mwcnuURL consultato il 20 marzo 2023.
cite-note-8585. ↑ mwcnkNikolay Yegorovich Joukovsky, mwcnoOn the motion of water at a turn of a river, in mwcnsMatematicheskii Sbornik, vol.mwcn0 29, 1914.
cite-note-einstein1935-8686. ↑ mwcoeAlbert Einstein, B Podolsky, N Rosen, mwcoimwcomCan Quantum-Mechanical Description of Physical Reality be Considered Complete?, in mwcoqPhysical Review, vol.mwcou 47, n.mwcoy 10, 15 maggio 1935, pp.mwcoc 777-80, mwcogDOI:mwcok10.1103/PhysRev.47.777. mwcooURL consultato l'11 dicembre 2023.
cite-note-8787. ↑ N. Bohr, mwco8Can quantum-mechanical description of physical reality be considered complete?, Physical Review, 48 (1935), pag. 700.
cite-note-8888. ↑ Bohm David. (1951). mwcpmmwcpqQuantum Theory, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, page 29, and Chapter 5 section 3, and Chapter 22 Section 19.
cite-note-8989. ↑ mwcpgmwcpkProposed experiment to test the non-separability of quantum mechanics, A. Aspect, Phys. Rev. D 14, 1944–1951 (1976)
cite-note-9090. ↑ M. Faraday, mwcp0Experimental Researches in Electricity. Twenty-Fourth Series. On the Possible Relation of Gravity to Electricity, Abstracts of the Papers Communicated to the Royal Society of London, volume 5, pagine 994-995, 1850.
cite-note-9191. ↑ mwcqeHoward Don, mwcqiA Peek behind the Veil of Maya: Einstein, Schopenhauer, and the Historical Background of the Conception of Space as a Ground for the Individuation of Physical Systems, University of Pittsburgh Press, 1997, p.mwcqm 92.
cite-note-9292. ↑ H. Reichenbach, mwcqcSignificato filosofico della teoria della relatività in Albert Einstein, mwcqgAutobiografia scientifica, op. cit., p. 177
cite-note-9393. ↑ mwcqwmwcq0Tito Lucrezio Caro, mwcq4De rerum natura, a cura di Hermann Diels, vol. 2: sulla natura, mwcq8Berlino, Weidmanns'sche Buchhandlung, 1924, pp.mwcra 4-6.
cite-note-9595. ↑ mwcsaEnrico Giannetto, Audrey Taschini, mwcsemwcsiLa teofisica spinoziana di Albert Einstein, in A. Einstein, mwcsmReligione cosmica, Brescia, Morcelliana, 2016, pp. 59–109.
cite-note-0-9696. ↑ A. Pais, mwcskLa scienza e la vita di Albert Einstein, op. cit., pag. 24
cite-note-9797. ↑ Albert Einstein, mwcs0Autobiografia scientifica, op. cit., p. 14
cite-note-9898. ↑ Si veda ad esempio: F. Laudisa, mwcteAlbert Einstein. Un atlante filosofico, Bompiani, Bergamo, 2010, ISBN 978-88-452-6426-9
cite-note-9999. ↑ mwctymwctcmwctgDio non gioca a dadi|Scienza in Rete, su mwctkscienzainrete.it. mwctoURL consultato l'8 luglio 2015 mwcts(mwctwarchiviato il 9 luglio 2015).
cite-note-100100. ↑ mwcuamwcuemwcuiIl carteggio Einstein-Freud sulla guerra, su mwcumatuttascuola.it. mwcuqURL consultato l'8 luglio 2015 mwcuu(archiviato dall'mwcuyurl originale il 9 luglio 2015).
cite-note-101101. ↑ Pietro Greco, mwcuoFisica per la pace. Tra scienza e impegno civile, pag 30 testo in italiano del Manifesto Einstein-Nicolai, 2018, Carrocci, Roma, ISBN 978 88 430 8578 1
cite-note-102102. ↑ mwcu8mwcvamwcveEinstein - Peace and War, su mwcviamnh.org. mwcvmURL consultato il 5 febbraio 2018 mwcvq(archiviato dall'mwcvuurl originale il 4 febbraio 2005).
cite-note-103103. ↑ mwcvkmwcvomwcvsEinstein - Global citizen, su mwcvwamnh.org. mwcv0URL consultato il 5 febbraio 2018 mwcv4(archiviato dall'mwcv8url originale il 4 febbraio 2005).
cite-note-104104. ↑ mwcwm(mwcwqmwcwuEN) mwcwymwcwcAlbert Einstein (1879-1955), su mwcwgivu.org, mwcwkInternational Vegetarian Union. mwcwoURL consultato il 23 febbraio 2015 mwcws(mwcwwarchiviato il 19 marzo 2019). Vedi anche mwcw0Alice Calaprice (a cura di), mwcw4mwcw8The Ultimate Quotable Einstein, Princeton University Press, 2011, pp.mwcxa 453–454, mwcxeISBNmwcxi 978-0-691-13817-6. mwcxqURL consultato il 24 febbraio 2015 mwcxu(mwcxyarchiviato il 24 febbraio 2015).
cite-note-105105. ↑ S. Friedländer, mwcxsGli anni dello sterminio. La Germania nazista e gli ebrei (1939-1945), pp. 788-789.
cite-note-106106. ↑ mwcx8Omaggio ad Albert Einstein. mwcyaArchiviatomwcye il 22 febbraio 2009 in mwcyiInternet Archivemwcym. e mwcyuCorriere della Sera mwcyyArchiviatomwcyc il 26 giugno 2011 in mwcygInternet Archivemwcyk.
cite-note-107107. ↑ mwcy4mwcy8mwcza“Razza?” “Umana”, su mwczecatalepton.altervista.org, 27 aprile 2009. mwcziURL consultato il 5 febbraio 2018 mwczm(archiviato dall'mwczqurl originale il 13 agosto 2011).
cite-note-autogenerato1-108108. ↑ mwczgmwczkmwczoAlbert Einstein's Letters to President Franklin Delano Roosevelt, su mwczsE-World, 1997. mwczwURL consultato il 30 marzo 2005 mwcz0(mwcz4archiviato il 17 aprile 2012).
cite-note-109109. ↑ mwc0iRobert Schulmann e David E. Rowe, mwc0mEinstein on Politics: His Private Thoughts and Public Stands on Nationalism, Zionism, War, Peace, and the Bomb, Princeton University Press, 2007, p.mwc0q 33, mwc0uISBNmwc0y 978-0-691-12094-2.mwc0g mwc0kmwc0oaccesso richiede mwc0surl (aiuto)
cite-note-110110. ↑ mwc1e(mwc1imwc1mEN) Hannah Arendt e Albert Einstein, mwc1qmwc1uAlbert Einstein Letter to The New York Times. December 4, 1948 New Palestine Party. Visit of Menachen Begin and Aims of Political Movement Discussed. mwc1yURL consultato il 24 febbraio 2018.
cite-note-111111. ↑ mwc1oMarco Patricelli, mwc1smwc1wLa voce femminile della libertà contro i due totalitarismi del ‘900, su mwc10www.agi.it, 14 agosto 2025. mwc14URL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-113113. ↑ mwc3a(mwc3emwc3iEN) mwc3mmwc3qWOMAN PATRIOTS TRY NEW BAN ON EINSTEIN; Ask Immigration Officials to Invoke Exclusion Act When He Reaches Los Angeles Today., in mwc3umwc3yThe New York Times, 9 gennaio 1933. mwc3cURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-114114. ↑ mwc3smwc3wmwc30Federal Bureau of Investigation - Freedom of Information Privacy Act, su mwc34foia.fbi.gov mwc38(archiviato dall'mwc4aurl originale il 10 agosto 2004).
cite-note-ricerca-repubblica-it-115115. ↑ mwc4ymwc4cmwc4gEcco la lettera che nega Dio, E Einstein scrisse: Dio? Superstizione, su mwc4kricerca.repubblica.it. mwc4oURL consultato il 24 giugno 2010 mwc4s(mwc4warchiviato il 25 marzo 2012).
cite-note-116116. ↑ Albert Einstein, mwc5aThe World as I see it (1934), ed.it mwc5eIl Mondo come io lo vedo, prefazione di G. Giorello, Milano 2010, p. 15
cite-note-117117. ↑ Albert Einstein, mwc5uLettres à Maurice Solovine, Gauthier Villars, Parigi, 1956 p. 102
cite-note-118118. ↑ mwc5kAlbert Einstein, mwc5oDear Professor Einstein. Albert Einstein's Letters to and from Children, a cura di Robert Schulmann, New York, Prometheus Books, 2002, p.mwc5s 129.
cite-note-119119. ↑ Albert Einstein, mwc58mwc6aThe Saturday Evening Post, 26 ottobre 1929
cite-note-120120. ↑ Holdon, mwc6qThe Advancement of Science…, Cambridge University Press (New York), 1986, p. 91.
cite-note-121121. ↑ Intervista a mwc6gTime Magazine, 23/12/1940, p. 40.
cite-note-122122. ↑ Dukas, Helen, ed. (1981) mwc6wAlbert Einstein, The Human Side. Princeton: Princeton University Press, p. 94
cite-note-123123. ↑ mwc7amwc7emwc7iNew Einstein Letter Credits Church - YouTube, su mwc7myoutube.com. mwc7qURL consultato il 29 gennaio 2015 mwc7u(mwc7yarchiviato il 4 maggio 2015).
cite-note-124124. ↑ mwc7omwc7smwc7w1943 Albert Einstein Letter, su mwc70pbs.org. mwc74URL consultato il 30 aprile 2013 mwc78(mwc8aarchiviato il 5 novembre 2012).
cite-note-125125. ↑ mwc8qH. Dukas, B. Hoffmann, mwc8umwc8yAlbert Einstein, the Human Side: New Glimpses from His Archives, su mwc8cbooks.google.it, Princeton Univ. Press, 1979 mwc8g(mwc8karchiviato il 1º dicembre 2017).
cite-note-126126. ↑ [mwc80Only the Catholic Church protested against the Hitlerian onslaught on liberty. Up till then I had not been interested in the Church, but today I feel a great admiration for the Church, which alone has had the courage to struggle for spiritual truth and moral liberty. – Albert Einstein (Pinchas E. Lapide, mwc84Three Popes and the Jews, p.251, New York: Hawthorn Books, Inc., 1967) ]
cite-note-127127. ↑ mwc9iJames Randerson, mwc9mmwc9qChildish superstition: Einstein's letter makes view of religion relatively clear, mwc9uThe Guardian, 13 maggio 2008. mwc9yURL consultato il 27 ottobre 2013 mwc9c(mwc9garchiviato il 7 luglio 2013).
cite-note-128128. ↑ mwc9wStephen Adams, mwc90mwc94Albert Einstein letter shows disdain for religion, mwc98Daily Telegraph, 13 maggio 2008. mwc-aURL consultato il 27 ottobre 2013 mwc-e(mwc-iarchiviato il 7 luglio 2008).
cite-note-129129. ↑ mwc-ymwc-cmwc-gWhat he wrote — An abridgement of the letter from Albert Einstein to Eric Gutkind from Princeton in January 1954, translated from German by Joan Stambaugh., mwc-kThe Guardian, 13 maggio 2008. mwc-oURL consultato il 27 ottobre 2013 mwc-s(mwc-warchiviato il 12 novembre 2012).
cite-note-130130. ↑ mwc-a(mwc-emwc-iEN) mwc-mmwc-qEinstein Prize, su mwc-uaps.org mwc-y(archiviato dall'mwc-curl originale il 3 ottobre 2017).
cite-note-131131. ↑ mwc-s(mwc-wmwc-0EN) mwc-4mwc-8Einstein the Greatest, su mwdaanews.bbc.co.uk. mwdaeURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-132132. ↑ mwdau(mwdaymwdacEN) mwdagmwdakNewton tops PhysicsWeb poll, su mwdaoPhysics World, 29 novembre 1999. mwdasURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-133133. ↑ mwda8mwdbamwdbeHere Comes the World Year of Physics, su mwdbiaps.org. mwdbmURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-134134. ↑ mwdbc(mwdbgmwdbkAR,mwdbo mwdbsZH,mwdbw mwdb0EN,mwdb4 mwdb8FR,mwdca mwdceRU,mwdci mwdcmES) mwdcqmwdcuInternational Year of Physics, 2005: resolution, UN, 16. mwdcyURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-135135. ↑ mwdcoHalpern, mwdcsmwdcwAlbert Einstein, celebrity scientist, in mwdc0mwdc4Physics Today, vol.mwdc8 72, 2019, pp.mwdda 38–45, mwddeBibcode:mwddi2019PhT....72d..38H, mwddmDOI:mwddq10.1063/PT.3.4183.
cite-note-137137. ↑ mwdeu(mwdeymwdecEN) E. Libman, mwdegmwdekDisguise, in mwdeoThe New Yorker. mwdesURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-138138. ↑ mwde8mwdfamwdfeCindy McTee, su mwdficindymctee.com. mwdfmURL consultato il 9 maggio 2026 mwdfq(archiviato dall'mwdfuurl originale il 18 aprile 2017).
cite-note-139139. ↑ mwdfkmwdfomwdfsTIME 100: Person of the Century - Albert Einstein, su mwdfwwww.time.com. mwdf0URL consultato il 9 maggio 2026 mwdf4(archiviato dall'mwdf8url originale il 21 febbraio 2006).
cite-note-140140. ↑ mwdgm(mwdgqmwdguEN) Matt Novak, mwdgymwdgc9 Albert Einstein Quotes That Are Completely Fake, in mwdggGizmodo Australia, 16 maggio 2015. mwdgkURL consultato il 9 maggio 2026.
cite-note-141141. ↑ mwdg0Lucia Tedesco, mwdg4mwdg8Einstein e la bomba è una storia prismatica e intensa, su mwdhaWired Italia, 16 febbraio 2024. mwdheURL consultato l'8 aprile 2025.
Bibliografia
• mwdhuJeremy Bernstein, mwdhyEinstein, Bologna, Il Mulino, 2004, ISBN 978-88-15-09676-0.
• Denis Brian, mwdhkEinstein: a life, Wiley, New York, 1997, ISBN 978-0-471-19362-3.
• mwdhwLeopold Infeld, mwdh0Albert Einstein, Torino, Einaudi, 1962, ISBN 88-06-04416-8.
• L. Fregonese, mwdiaGioventù felice in terra pavese. Le lettere di Albert Einstein al Museo per la Storia dell'Università di Pavia, Milano, Cisalpino, 2005.
• mwdiiPietro Greco, mwdimEinstein, Milano, mwdiqAlpha Test, 2004, ISBN 884830494X.
• Michael Guillen, mwdicmwdigLe 5 equazioni che hanno cambiato il mondo, TEA, ISBN 88-502-0439-6.
• D. Howard, mwdisAnche Einstein gioca a dadi, Carocci, Roma, 2015.
• citerefkumar-2017Manjit Kumar, Quantum, Mondadori, 2017, ISBN 978-88-04-60893-6.
• mwdi4Bertrand Russell, mwdi8L'ABC della relatività, Longanesi, 2005, ISBN 978-88-304-2248-3.
• Dennis Overbye, mwdjiEinstein innamorato, Milano, Bompiani, 2005, ISBN 978-88-452-3474-3.
• Abraham Pais, mwdju«Sottile è il Signore...». La scienza e la vita di Albert Einstein, Torino, Bollati Boringhieri, 1986, ISBN 978-88-339-1927-0.
• Abraham Pais, mwdjgEinstein è vissuto qui, Torino, Bollati Boringhieri, 1994, ISBN 978-88-339-0954-7.
• mwdjsW. Pauli, mwdjwTeoria della relatività, Torino, Bollati Boringhieri, 2008, ISBN 978-88-339-1864-8.
• mwdj8H. Dukas, B. Hoffmann, mwdkaAlbert Einstein, il lato umano. Spunti per un ritratto, Torino, Einaudi, 2005, ISBN 978-88-06-17465-1.
• mwdkmWalter Isaacson, mwdkqEinstein. La sua vita, il suo universo, Mondadori, 2010, ISBN 978-88-04-59573-1.
• mwdkcJulian Schwinger, mwdkgL'eredità di Einstein: l'unità di spazio e tempo, Zanichelli, 1988, ISBN 978-88-08-05340-4.
• mwdksKip Thorne, mwdkwBuchi neri e salti temporali. L'eredità di Einstein, Castelvecchi, 2015, ISBN 978-88-6944-112-7.
• Gerald Holton, mwdk8Einstein e la cultura scientifica del XX secolomwdlamwdleEinstein e la cultura scientifica del XX secolo, Il Mulino, 1991.
• citerefcollana-grandangoloEinstein. Dalla relatività alle onde gravitazionali, collana Grandangolo Scienza del «Corriere della Sera».
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikisource
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene una pagina dedicata a Albert Einstein
• Wikisource contiene una pagina in lingua inglese dedicata a Albert Einstein
• Wikisource contiene una pagina in lingua tedesca dedicata a Albert Einstein
• Wikiquote contiene citazioni di o su Albert Einstein
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Albert Einstein
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su alberteinstein.com.
• citereftreccani-itEinstein, Albert, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italiana-1932Roberto Marcolongo, EINSTEIN, Albert, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefenciclopedia-italiana-1961EINSTEIN, Albert, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
• citerefdizionario-di-filosofia-2009Einstein, Albert, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefdizionario-di-filosofia-2009Einstein, Albert, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefsapere-itEinstein, Albert, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdss(IT, DE, FR) Albert Einstein, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Michio Kaku, Albert Einstein, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefbewebAlbert Einstein, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• citerefnobelprize-org(EN) Albert Einstein, su nobelprize.org.
• citerefbiographies-of-the-entomologists-of-the-world(EN) Albert Einstein, su Biographies of the Entomologists of the World, Senckenberg Deutsches Entomologisches Institut.
• citerefaccademia-nazionale-dei-linceiAlbert Einstein, su lincei.it, Accademia Nazionale dei Lincei.
• citerefmactutor(EN) Albert Einstein, su MacTutor, University of St Andrews, Scotland.
• citerefmathematics-genealogy-project(EN) Albert Einstein, su Mathematics Genealogy Project, North Dakota State University.
• citerefmlolOpere di Albert Einstein, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Albert Einstein, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Albert Einstein, su LibriVox.
• citerefpers-e(FR) Pubblicazioni di Albert Einstein, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Albert Einstein, su Open Library, Internet Archive.
• citerefisfdb(EN) Bibliografia di Albert Einstein, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
• citerefgoodreads(EN) Albert Einstein (autore), su Goodreads.
• citerefgoodreads(EN) Albert Einstein (personaggio), su Goodreads.
• (EN) Albert Einstein, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Albert Einstein, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Albert Einstein, su Comic Vine, Fandom.
• Albert Einstein, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
• (EN) Albert Einstein, su IMDb, IMDb.com.
• (EN) Albert Einstein, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
• (EN) Albert Einstein, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
• (EN) Albert Einstein, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
• (EN) Albert Einstein, su BFI Film & TV Database, British Film Institute (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2018).
• (DE, EN) Albert Einstein, su filmportal.de.
• (EN) Albert Einstein, su StarTrek.com, CBS Studios (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2023).
• (EN) Einstein Papers Project - The Collected papers of Albert Einstein, progetto di pubblicazione dell'intero corpus di scritti di Einstein.
• (EN) The Collected Papers of Albert Einstein, versione digitale dell'Einstein Papers Project.
• (EN) Einstein Archives Online, digitalizzazione dell'archivio Einstein dell'Università Ebraica di Gerusalemme.
• Annus Mirabilis, su lorentz.phl.jhu.edu. URL consultato l'8 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2008).
• (DE, EN) Museo Einstein Berna, su einstein-bern.ch. URL consultato il 3 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2007).
• (DE) Albert Einstein, Zum Relativitaets-Problem, Scientia: rivista internazionale di sintesi scientifica, 15, 1914, pp. 337–348.
• Ciao Einstein, mi piace la tua calligrafia Archiviato il 27 aprile 2014 in Internet Archive.
• (EN) FBI Freedom of Information Act Documents on Einstein, su foia.fbi.gov. URL consultato il 30 marzo 2005 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2004).
• Albert Einstein - Il lato umano (PDF), su ulisse.sissa.it. URL consultato il 27 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2009).
• Einstein, biografia curata da Thomas F. Torrance.